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Mafia, errore materiale e nuovi reati: a Bari processi da rifare

 BARI – Tutto da rifare nei due processi ai presunti riciclatori del clan mafioso Capriati di Bari, egemone negli anni '90 nel borgo antico e il alcuni altri rioni del capoluogo pugliese. Arrestati nel maggio 2013 e processati a partire dalla scorsa primavera (11 con rito ordinario e altri 3 in abbreviato), alcuni imputati torneranno in udienza preliminare, per la nullità del decreto che dispone il giudizio, altri saranno nuovamente al vaglio della Procura perchè il pm riqualifichi i reati contestati.
Mafia, errore materiale e nuovi reati: a Bari processi da rifare
 BARI – Tutto da rifare nei due processi ai presunti riciclatori del clan mafioso Capriati di Bari, egemone negli anni '90 nel borgo antico e il alcuni altri rioni del capoluogo pugliese. Arrestati nel maggio 2013 e processati a partire dalla scorsa primavera (11 con rito ordinario e altri 3 in abbreviato), alcuni imputati torneranno in udienza preliminare, per la nullità del decreto che dispone il giudizio, altri saranno nuovamente al vaglio della Procura perchè il pm riqualifichi i reati contestati.

Ai 14 imputati il pm della Dda, Carmelo Rizzo, contestava i reati di riciclaggio, impiego di capitali illeciti in attività economiche e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di aver cioè favorito un’associazione mafiosa. Secondo le indagini, i 14 riciclavano il denaro sporco dell’organizzazione criminale della città vecchia in attività commerciali, immobili e anche in un ristorante del centro storico. Presunto capo, secondo l'accusa, era Francesco Quarto, per quattro mesi detenuto nel carcere di Lecce e per altri 7 mesi ai domiciliari. L’uomo sarebbe l’ex autista del boss barese Antonio Capriati, con condanne passate in giudicato per associazione mafiosa e sarebbe, secondo gli inquirenti, il cassiere del clan.
Per la Procura di Bari, gli indagati sono gli intestatari di beni riconducibili a persone vicine al boss, favorendo il riciclaggio dei proventi delle attività illecite. In udienza preliminare, nel novembre 2013, tre imputati, tra cui Quarto, scelsero il rito abbreviato. Per tutti gli altri il gup dispose il rinvio a giudizio dinanzi alla seconda sezione collegiale. I due processi sono iniziati nella scorsa primavera.

In quello con rito ordinario è stato dichiarato nullo – per un errore materiale – il decreto che dispone il giudizio e, dopo quasi un anno, gli atti sono tornati al gup, quindi in udienza preliminare. Nel processo con rito abbreviato che si è celebrato questa mattina, il giudice su richiesta del pm ha disposto la restituzione degli atti alla Procura perchè riqualifichi i reati. “Siamo amareggiati – commenta l’avvocato Massimo Roberto Chiusolo, difensore di Quarto – perchè dopo un anno di custodia cautelare e a processo già avviato, il mio assistito aspetta ancora di essere giudicato”.

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