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Asl, sui manager Vendola sfida il Pd

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Pur difendendo l’opportunità del provvedimento («Dobbiamo rispondere ai bisogni di salute, mica possiamo sospendere la Regione fino alle elezioni»), Nichi Vendola chiede una riflessione sul piano di riordino dei reparti («Non ne abbiamo ancora discusso in giunta»). E soprattutto, il governatore annuncia che andrà avanti con le nomine dei direttori generali delle Asl, stavolta seguendo la linea di Donato Pentassuglia e dunque della struttura tecnica dell’assessorato: entro ottobre arriveranno i nuovi manager di Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto
Asl, sui manager Vendola sfida il Pd
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Pur difendendo l’opportunità del provvedimento («Dobbiamo rispondere ai bisogni di salute, mica possiamo sospendere la Regione fino alle elezioni»), Nichi Vendola chiede una riflessione sul piano di riordino dei reparti («Non ne abbiamo ancora discusso in giunta»). E soprattutto, il governatore annuncia che andrà avanti con le nomine dei direttori generali delle Asl, stavolta seguendo la linea di Donato Pentassuglia e dunque della struttura tecnica dell’assessorato: entro ottobre arriveranno i nuovi manager di Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto.

Prima ancora che da una convinzione («Le Asl non possono vivere nell’incertezza e in una condizione che rischia di diventare di caos»), la scelta di Vendola discende da un calcolo politico: il Pd è diviso tra chi - come l’assessore - è favorevole a rinnovi triennali «pieni», e chi (Michele Emiliano e il capogruppo Pino Romano) chiede invece di limitarsi a commissariare le Asl in scadenza a novembre, così da lasciare a chi entra la possibilità di impostare le proprie politiche sanitarie. Vendola si insinua dunque in questa frattura del principale partito di maggioranza, con l’obiettivo di far emergere la spaccatura. E, magari, di riportare il confronto su ragioni di opportunità.

Quattro dei 5 direttori in scadenza entro il 16 novembre (il quinto è Giovanni Gorgoni della Bat) sono fuori causa perché hanno raggiunto la pensione. I nuovi andranno scelti dall’elenco appena approvato: gli idonei totali sono 97, ma una buona metà è composta da pensionati che sono fuori causa. La scelta dei dg avverrà dunque da una rosa di circa 50 nomi: la prossima giunta regionale potrà, volendo, farli decadere in sede di verifica di metà mandato (aprile 2016).

Il quadro delle scelte - o meglio: le proposte che Pentassuglia porterà in giunta, essendo la nomina una prerogativa del presidente - è ancora work in progress, ma ci sono già alcune ipotesi. A Bari, al posto di Domenico Colasanto (pensionato, e bocciato in sede di verifica di metà mandato) dovrebbe arrivare Vito Montanaro, attuale direttore amministrativo del Policlinico: si è parlato anche di spostare Vitangelo Dattoli alla Asl, sostituendolo con Montanaro al Policlinico. Si punta su un esordiente anche per Taranto, dove potrebbe toccare a Massimo Mancini (attuale direttore amministrativo a Bari). Per Brindisi, al posto della Ciannamea, potrebbe essere promosso il direttore amministrativo Stefano Rossi. A Lecce l’ipotesi più accreditata è l’arrivo di Giovanni Gorgoni dalla Bat, dove a quel punto arriverebbe un esordiente. Da capire se il governo regionale intende occuparsi anche dell’Ares, dove è in scadenza (pensionato) Franco Bux.

Vendola ha annunciato che procederà anche con le nomine dei vertici delle Arca (i «nuovi» Iacp), ed ha parlato anche del piano di riordino su cui con Pentassuglia c’è stato uno scontro aspro: l’assessore è corso a mostrare la bozza al gruppo Pd, e il governatore non ha gradito tanto da ridurne i contenuti (quelli che la «Gazzetta» ha illustrato a metà settembre) a semplici «ipotesi»: «Il riordino genera perplessità e mal di pancia? È una barzelletta perché non ne abbiamo ancora discusso». I nodi, ha spiegato, riguardano «pochi e limitati territori, e saranno risolti con buon senso». Insomma, si andrà avanti: «Lo faremo mettendo al centro i bisogni di salute e non la mappa dei luoghi dove sono concentrati i consiglieri regionali o i candidati alle elezioni».

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