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Cie di Bari, tunisino si cuce le labbra «Condizioni disumane» Venerdì fiaccolata al Cara

BARI – Nel Centro identificazione ed espulsione (Cie) di Bari (foto), Fatì, un uomo di circa trent'anni, di nazionalità tunisina, da due giorni si è cucito le labbra «per protesta contro una reclusione che ritiene ingiusta e contro le condizioni disumane in cui si vive in questi lager». La notizia è confermata dal direttore del Cie di Bari, Rohan Lalinda: «Lui è a Bari da due settimane e protesta perchè chiede la libertà. E' stato portato anche all’ospedale San Paolo, ma rifiuta di scucirsi le labbra»
Cie di Bari, tunisino si cuce le labbra «Condizioni disumane» Venerdì fiaccolata al Cara
BARI – Nel Centro identificazione ed espulsione (Cie) di Bari, Fatì, un uomo di circa trent'anni, di nazionalità tunisina, da due giorni si è cucito le labbra "per protesta contro una reclusione che ritiene ingiusta e contro le condizioni disumane in cui si vive in questi lager". Lo rivela il collettivo antirazzista 'Rivoltiamo il Sud’. La notizia è confermata dal direttore del Cie di Bari, Rohan Lalinda.

"Sono in ferie – spiega Lalinda – e solo oggi pomeriggio potrò dire esattamente come sta il ragazzo. Lui è a Bari da due settimane e protesta perchè chiede la libertà. So che è stato portato anche all’ospedale San Paolo, fuori dal Cie, ma rifiuta di scucirsi le labbra".

Dal collettivo spiegano che Fatì è stato trasferito dal Cie di Ponte Galeria perché, "un pò come accade quando in un’azienda rivendichi i tuo diritti, vieni trasferito". Aggiungono che "Fatì è in Italia da 24 anni, da quando era bambino ma poi, non si capisce per quale motivo, è stato rinchiuso nel Cie". Ora, a Bari, Fatì "è in sciopero della fame - conclude il collettivo – da otto giornI, mentre da due ha iniziato lo sciopero della sete e si è cucito le labbra". ù

"Purtroppo, mi dispiace, ma non so come aiutarlo. Qui facciamo solo rispettare la legge italiana": sottolinea il direttore del Cie di Bari. "E' lucido e viene spontaneamente in infermeria a farsi controllare – aggiunge Lalinda – non sta male e i suoi valori sono buoni. Li controlliamo due-tre volte al giorno. Certo, avere le labbra cucite deve comunque essere doloroso ma lui rifiuta di farsele scucire. Non sappiamo come abbia fatto a procurarsi il materiale per fare questa cosa, anche se spesso per loro è sufficiente un filo di ferro per bucarsi le labbra e poi cucirle con il cotone. Non è bello quello che sta facendo - conclude il direttore del Cie – e speriamo interrompa questa protesta".

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