Martedì 22 Gennaio 2019 | 11:45

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Medicina, il ministero «gela» i ricorsisti

di LUCA BARILE
BARI - Gli interessati l’hanno già rinominata la «nota blocca ricorsi». Una circolare, mandata ieri agli atenei italiani, contiene le indicazioni del ministero dell’Università sulle modalità di immatricolazione in sovrannumero degli studenti che hanno vinto al Tar del Lazio la battaglia per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e in Odontoiatria. Iscrizione sì, ma per la sede decide il ministero
Medicina, il ministero «gela» i ricorsisti
di LUCA BARILE

BARI - Gli interessati l’hanno già rinominata la «nota blocca ricorsi». Una circolare, mandata ieri agli atenei italiani, contiene le indicazioni del ministero dell’Università sulle modalità di immatricolazione in sovrannumero degli studenti che hanno vinto al Tar del Lazio la battaglia per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e in Odontoiatria.

Da Roma scrivono: «si ritiene che ciascun ricorrente possa immatricolarsi esclusivamente nella sede universitaria, indicata al momento dell’iscrizione al test (il contestatissimo concorso nazionale di aprile scorso) per cui risulti minimo lo scarto tra il punteggio del primo in graduatoria e il punteggio del ricorrente». Un modo, è evidente, per evitare le disparità di trattamento tra i tanti ricorrenti con punteggi insufficienti eppure ammessi per ordine del Tar e quelli con punteggi più alti ma comunque in posizione non utile in graduatoria, costretti a ripiegare in altri atenei in base al meccanismo della graduatoria unica nazionale.

La nota ministeriale sta agitando studenti ed atenei. I peggiori in graduatoria, quelli che hanno uno scarto tra i punteggi non minimo, dovranno iscriversi altrove, rispetto alla sede scelta per il test. E la destinazione la indicherà lo stesso ministero, attraverso una procedura telematica allestita sul sito del Cineca, il consorzio nazionale che gestisce i quiz.

Immediatamente, si è mobilitato lo studio legale Bonetti di Roma, uno di quelli che ha curato i maxi ricorsi al Tar del Lazio. Ovviamente, la disposizione riguarda i concorrenti di aprile che non si sono ancora immatricolati.

A Bari, dove tutto è nato a causa del plico scomparso la mattina del concorso, la maggior parte dei ricorrenti si sono già iscritti, in vista dell’imminente inizio delle lezioni. Lo stesso sta avvenendo in altri atenei. Il rischio, per i ritardatari, è di vedersi trasferiti in sedi parecchio lontane da quella sperata.

Oltre i ricorsi ordinari, infatti, si attende l’esito di quelli straordinari al Presidente della Repubblica. In una nota di commento alla circolare Miur, Bonetti sostiene che in questo modo si rischia di aggirare l’ordinanza del giudice amministrativo.

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