Martedì 22 Gennaio 2019 | 00:44

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«Palazzi abusivi» in via Pappacena a processo i Degennaro

di ISABELLA MASELLI
BARI - Dieci anni fa la denuncia di presunte irregolarità nella realizzazione dei palazzi di via Pappacena, a Poggiofranco. La vicenda, tra sequestri penali e giudizi amministrativi, è arrivata finalmente in un’aula di giustizia. Ieri, davanti al Tribunale di Bari (giudice monocratico Chiara Civitano) è cominciato il processo di primo grado per lottizzazione abusiva
«Palazzi abusivi» in via Pappacena a processo i Degennaro
di ISABELLA MASELLI

BARI - Dieci anni fa la denuncia di presunte irregolarità nella realizzazione dei palazzi di via Pappacena, a Poggiofranco. La vicenda, tra sequestri penali e giudizi amministrativi, è arrivata finalmente in un’aula di giustizia. Ieri, davanti al Tribunale di Bari (giudice monocratico Chiara Civitano) è cominciato il processo di primo grado per lottizzazione abusiva in cui sono imputati i costruttori baresi Daniele Giulio e Giovanni Degennaro. E quei cittadini che per primi denunciarono, ora chiedono di costituirsi parte civile con il Comitato di cittadinanza attiva del quartiere Poggiofranco di Bari, rappresentato dall’avvocato Luigi Paccione. I difensori degli imputati hanno sollevato alcune eccezioni preliminari sulla loro richiesta di costituzione e il giudice ha rinviato all’udienza del prossimo 4 novembre.

Stando alle indagini del pm della Procura di Bari, Baldo Pisani, quei palazzi sarebbero stati costruiti abusivamente in un’area inizialmente destinata dal Piano regolatore a servizi per la residenza. Secondo l’impostazione accusatoria, cioè, i due costruttori avrebbero realizzato i palazzi «in mancanza di un piano di lottizzazione», in una zona sottoposta a vincolo per la presenza nell’area dell’antica masseria «Saverio Lioce». Il complesso edilizio di via Pappacena (il cantiere fu sequestrato nel 2005 dall’allora pm Roberto Rossi e poi dissequestrato in seguito ad una specie di sanatoria approvata dal Comune), è stato realizzato al termine di una istruttoria che, nel 2007, ha portato all’accordo di programma, approvato definitivamente tra Regione e Comune, per la realizzazione di circa 300 appartamenti destinati ad appartenenti alle forze dell’ordine che invece - ma questo particolare è fuori dal processo - sarebbero stati venduti a politici e professionisti.

Secondo il pm, l’accordo di programma non è valido perché approvato dal Consiglio comunale quando i termini erano già scaduti. Se da un lato la Procura ha chiesto il processo per i costruttori, dall’altro ha ritenuto di non poter sostenere a dibattimento l’accusa nei confronti dei funzionari del Comune di Bari e nei confronti dei quali il pm aveva inizialmente ipotizzato l’abuso d’ufficio. Due anni fa la prima richiesta di archiviazione con immediata opposizione da parte del Comitato. Il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paolo dispose quindi nuovi accertamenti, all’esito dei quali la Procura ha chiesto per la seconda volta l’archiviazione. Richiesta alla quale, per la seconda volta, si oppongono i cittadini del Comitato di Poggiofranco.

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