Lunedì 21 Gennaio 2019 | 14:43

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Altamura, neonata muore durante parto

di ONOFRO BRUNO
ALTAMURA - Non ha nemmeno visto la luce. E’ venuta al mondo senza vita dopo un’intera gravidanza. Una bambina è morta durante il parto cesareo ieri mattina all’ospedale della Murgia. Le cause sono ancora da chiarire e ci sono indagini in corso. Una tragedia che colpisce al cuore e mette di nuovo la struttura tra Altamura e Gravina sotto una cattiva luce. Era la prima figlia di una giovane coppia non sposata di Altamura, prossima alle nozze. I carabinieri hanno ricevuto la prima segnalazione alle 8 ed hanno iniziato a fare accertamenti. Nel corso della mattinata i militari della Stazione hanno sequestrato la cartella clinica. La Asl ha aperto un’inchiesta interna, a cura del Dipartimento materno-infantile e della dirigenza sul risk management, per valutare se i comportamenti adottati siano stati tutti tempestivi ed accurati
Altamura, neonata muore durante parto
di Onofrio Bruno

ALTAMURA - Non ha nemmeno visto la luce. E’ venuta al mondo senza vita dopo un’intera gravidanza. Una bambina è morta durante il parto cesareo ieri mattina all’ospedale della Murgia. Le cause sono ancora da chiarire e ci sono indagini in corso. Una tragedia che colpisce al cuore e mette di nuovo la struttura tra Altamura e Gravina sotto una cattiva luce.

Era la prima figlia di una giovane coppia non sposata di Altamura, prossima alle nozze. Il loro nido d’amore era già pronto. Da poco hanno acquistato un appartamento. Questa bambina era il coronamento della loro unione. Lui, Gianfranco Giorgio, 27 anni è titolare di una ditta di pitturazioni. La sua compagna, Vittoria Simone, 24 anni, lavora come parrucchiera. Da diversi giorni facevano la spola tra casa e ospedale. I tempi erano maturi. La puerpera rifaceva i tracciati. Tutto bene. Al reparto di Ostetricia e Ginecologia, negli ambulatori, erano solo sorrisi. Non era ancora il momento di partorire e si continuava nei monitoraggi. Poi l’altro ieri è giunto il giorno tanto atteso. Sono arrivate le doglie.

La donna è tornata al «Perinei» venerdì a tarda sera. E’ entrata in sala travaglio a mezzanotte circa per il parto naturale. Le ore sono trascorse. Alle prime luci del giorno l’équipe medica ha deciso di procedere con un parto cesareo. Non si poteva aspettare ancora perché in questi casi il fattore tempo è fondamentale per le sofferenze fetali. Ma il parto è finito in tragedia per qualche complicanza. La bambina è nata morta e non c'è stato nulla da fare. Poi solo lacrime e domande. Perché è successo? Si accavallano i dubbi ed i pensieri. E’ stata matrigna la natura? E’ stato quel destino cinico che si presenta con le sue fatalità? Oppure ci sono state responsabilità umane? E su questo solo le indagini possono fare luce.

I carabinieri di Altamura hanno ricevuto la prima segnalazione alle 8 ed hanno iniziato a fare accertamenti. Nel corso della mattinata i militari della Stazione hanno sequestrato la cartella clinica. La Asl ha aperto un’inchiesta interna, a cura del Dipartimento materno-infantile e della dirigenza sul risk management, per valutare se i comportamenti adottati siano stati tutti tempestivi ed accurati.

Inconsolabili i genitori. Soprattutto la madre. Nessuno voleva comunicarlo. E’ stato difficile, straziante, farle sapere che la bambina non c'era più. Quell'angioletto che aveva tenuto in grembo per nove mesi. Mentre il pancione via via cresceva, è stata una mamma premurosa ed attenta. Pronta ad emozionarsi ad ogni ecografia nel vedere e sentire il battito della piccola. Ansiosa come tutte le donne in dolce attesa per i risultati degli esami, per la translucenza, la morfologica. Con tanti pensieri per il suo futuro.

Poco dopo mezzogiorno l’ospedale appariva come sempre. Una sontuosa cattedrale quasi deserta. Le grandi hall con pochissime persone. I corridoi dei reparti e le scalinate vuote. C'è stato un crollo di ricoveri. Ci sono grandi carenze strutturali perché mancano le unità operative per i casi complessi e si preferisce andare direttamente in nosocomi meglio attrezzati. Ma adesso aleggia anche la paura e nessuno più sembra difendere questo mega contenitore.

Il reparto è stato chiuso al pubblico, pure all’orario di visita. E’ stata fatta eccezione soltanto per i familiari di altre partorienti o mamme ricoverate.

Quando le porte si spalancano, esce una giovane zia. Ha il volto pallido, le lacrime lo hanno rigato di trucco. “La bambina non ce l’ha fatta, non sappiamo perché”, si limita a dire. Ma dentro cova una rabbia molto forte. Si vuole soprattutto capire. Un perché ancora non c'è.

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