Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 06:12

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Comune di Bari, arriva parere E il sindaco non ha un vice

BARI - L’Autorità nazionale per l’anticorruzione avrebbe finalmente espresso il parere sul presunto conflitto d’interessi del vicesindaco e assessore al Bilancio, Angela Partipilo. Ma il parere dell’autorità anticorruzione sulla posizione di Angela Partipilo diventa di fatto ininfluente. È datata infatti 15 luglio 2014 la lettera (riservata personale) che la dirigente della Camera di Commercio ha inviato al sindaco Antonio Decaro. Una ventina di giorni di dopo la sua nomina a vicesindaco, la dottoressa Partipilo aveva già deciso di «gettare la spugna» (nella foto, Partipilo e Decaro)
Comune di Bari, arriva parere E il sindaco non ha un vice
BARI - L’Autorità nazionale per l’anticorruzione avrebbe finalmente espresso il parere sul presunto conflitto d’interessi del vicesindaco e assessore al Bilancio, Angela Partipilo. Eccezioni erano state sollevate - come si ricorderà - sulla compatibilità del ruolo di amministratore comunale con le cariche di segretario generale alle Camere di Commercio di Bari e Lecce che si sommavano a un incarico in Unioncamere Puglia e ad altri incarichi sparsi in Enti e società partecipate.

Ma il parere dell’autorità anticorruzione sulla posizione di Angela Partipilo diventa di fatto ininfluente. È datata infatti 15 luglio 2014 la lettera (riservata personale) che la dirigente della Camera di Commercio ha inviato al sindaco Antonio Decaro. Una ventina di giorni di dopo la sua nomina a vicesindaco, la dottoressa Partipilo aveva già deciso di «gettare la spugna».

Nella lettera infatti, oltre ad esprimere «gratitudine» per essere stata chiamata nella squadra di governo cittadino, la (ex) vicesindaco comunica al primo cittadino di non avere l’abitudine a ritrovarsi nell’occhio del ciclone, di non aver digerito le enormi pressioni nate intorno alla sua figura, per via delle presunte incompatibilità, e quindi - suo malgrado - di ritrovarsi costretta a rinunciare all’incarico. In quei giorni, a proposito di «pressioni», il nome della Partipilo veniva associato al nomignolo di «signora delle poltrone», cosa che non farebbe piacere a nessuno.

Al sindaco non è rimasto altro che archiviare la lettera (e il rifiuto). Certo, il carteggio tra i due è rimasto ben privato, tanto che ancora oggi qualche addetto ai lavori si è domandato se per effetto del parere dell’Autorità nazionale anticorruzione la Partipilo stesse già preparando le valigie da Palazzo di Città. Tralasciando il particolare che quelle valigie, a Palazzo di Città, non le avesse mai realmente portate.

La realtà, dunque, è che Antonio Decaro non ha un «vice». Qualcuno del suo entourage fa notare che il primo cittadino non ha bisogno di alcun vice «fa tutto da solo: dagli impegni istituzionali, agli incontri privati, dalle riunioni di giunta, ai sopralluoghi, perfino l’aggiornamento dei social network». Certo, la poltrona del vicesindaco è anche un incarico politico, il tributo che spesso si paga all’interno delle coalizioni, lo «scambio» tra qualcosa e qualcos’altro. Ma Decaro, su questo fronte, ha mostrato fin dall’alba della sua elezione di volersi smarcare dalle logiche spartitorie o risarcitorie interne ai partiti alleati. Per il momento, continuerà a fare il «vice di se stesso».

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