Martedì 22 Gennaio 2019 | 07:19

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Marò, giovedì 25 ennesima udienza

NEW DELHI - L'Ufficio del registro della Corte Suprema indiana esaminerà giovedì 25 settembre la situazione della causa che vede coinvolti Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nell’incidente del 15 febbraio 2012 in cui morirono due pescatori indiani. Lo rende noto la stessa Corte attraverso il suo sito web. Il 28 marzo scorso i giudici del massimo tribunale indiano accolsero il ricorso dei due militari contro l’utilizzazione da parte della polizia investigativa Nia della legge per la repressione della pirateria (Sua Act)
Marò, giovedì 25 ennesima udienza
NEW DELHI - L'Ufficio del registro della Corte Suprema indiana esaminerà giovedì 25 settembre la situazione della causa che vede coinvolti Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nell’incidente del 15 febbraio 2012 in cui morirono due pescatori indiani. Lo rende noto la stessa Corte attraverso il suo sito web. Il 28 marzo scorso i giudici del massimo tribunale indiano accolsero il ricorso dei due militari contro l’utilizzazione da parte della polizia investigativa Nia della legge per la repressione della pirateria (Sua Act).

Dopo aver emesso un ordinanza di sospensione di tutti i procedimenti in corso, e quindi anche dell’esame del caso presso la «session court» di New Delhi, la Corte chiese a quattro parti interessate (i ministeri dell’Interno, degli Esteri e della Giustizia, e alla stessa polizia Nia) di inviarle pareri su come procedere nella chiusura delle indagini.

A quanto ha appreso l’Ansa, apparentemente solo uno degli interlocutori (il ministero degli Interni) ha risposto alla richiesta.

Quello che è comunque certo è che l’udienza di giovedì non servirà per entrare nel merito della vicenda, ma solo per prendere atto del comportamento delle differenti parti coinvolte.

Come è noto, a New Dehli è rimasto solo il marò Salvatore Girone: Massimiliano Latorre, che era stato colpito da ischemia, è tornato a casa, a Taranto, sabato 13. Il fuciliere ha infatti ottenuto dalle autorità indiane un permesso di quattro mesi per curarsi in Italia, dopo aver dato garanzie che farà ritorno a New Dehli. Garanzie che sono state sottoscritte anche dall’ambasciata italiana in India.

Della vicenda dei due marò, da oltre due anni prigionieri in India in attesa di giudizio, si è tornato a parlare alla Camera, mercoledì scorso, in sede di votazione del decreto missioni internazionali. «Voglio fare un riferimento - ha detto l’on. Elio Vito (FI), presidente della commissione Difesa della Camera - alla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: nessun altro Paese può giudicare i nostri militari impegnati all’estero. Nessun altro Paese può giudicare militari italiani per fatti accaduti in acque internazionali».

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