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Decaro: polo giudiziario in ex Casermette Bari

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Nella ormai ex caserma non mancano quindi gli spazi per ospitare eventualmente tutti gli uffici giudiziari, che finora sono distribuiti nel capoluogo in virtù di soluzioni di fortuna. Il colpo di accelerazione nel corso della cerimonia della Fiera cui erano presenti il premier Renzi e il ministro della Difesa, Pinotti. Via libera al sopralluogo nell'immobile abbandonato
Decaro: polo giudiziario in ex Casermette Bari
NINNI PERCHIAZZI
BARI -La caserma «Capozzi-Milano» per risolvere il problema del polo della giustizia. In alternativa la vasta area militare (anche detta «Casermette») ormai in via di dismissione potrebbe essere destinata ad ospitare i servizi per la cosiddetta seconda accoglienza per i migranti e per l’altrettanto crescente numero di senza fissa dimora e persone in stato di bisogno. Anche se le azioni della seconda ipotesi sono nettamente in calo, causa motivi logistici.

La superficie compresa tra viale Falcone e Borsellino e via Alberotanza, estendendosi poi anche fino in via Conte Giusso, è stata individuata dal sindaco Antonio Decaro, che nei giorni scorsi ha fatto un sopralluogo (assieme all’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso) nella caserma di Carrassi al fine di rendersi conto della situazione. «Stiamo valutando ogni possibile soluzione, prendendo in considerazione aree già costruite ove collocare il nuovo polo degli uffici giudiziari, anche perché non ha davvero senso utilizzare superfici che hanno destinazione agricola», spiega il primo cittadino, tornando a cavalcare un suo di cavallo di battaglia: lo sfruttamento delle molteplici aree militari cittadine ormai non più utilizzate per risolvere antichi e annosi problemi ed emergenze recenti legate anche ai mutamenti sociali in atto.

Nella ormai ex caserma non mancano quindi gli spazi per ospitare eventualmente tutti gli uffici giudiziari, che finora sono distribuiti nel capoluogo in virtù di soluzioni di fortuna: Giudice di pace e Tribunale per i minori sono allocati in due condomini ormai da anni, mentre la sede del Tribunale penale in via Nazariantz continua a godere di ripetute deroghe in quanto non è a norma. In teoria dovevano essere tutte soluzioni temporanee, ma in Italia niente è più definitivo del provvisorio.

«Dopo anni di discussioni e conflitti, ritengo sia ora di dare una sede adeguata a tutti gli operatori di giustizia, costretti a lavorare in condizioni di assoluto disagio», afferma Decaro, deciso a risolvere la vicenda in tempi (burocratici) rapidi, non appena si sarà risolta la questione della Cittadella di Pizzarotti - sulla vicenda è attesa la retromarcia del Consiglio di Stato dopo gli esiti dei ricorsi a livello europeo che hanno dato ragione al Comune - il cui unico effetto è stato finora di non consentire alla città di porre rimedio ad una grave carenza legata ad un servizio importante come la giustizia.il blitzIn piena estate, il primo cittadino s’era già mosso, trovando però più di un ostacolo negli uffici romani del ministero della Difesa.

Così, complice l’arrivo a Bari del premier (e amico personale) Matteo Renzi in occasione della Fiera del Levante, ha deciso sfruttare la circostanza: l’«operazione caserma» è diventata una richiesta pubblica inserita nel discorso inaugurale della Campionaria, subito accolta dal Capo del Governo. E l’effetto è stato immediato: già sabato scorso il ministro della Difesa, Roberta Pinotti (in platea allo Spazio 7), ha dato disposizione agli uffici affinché consentissero il sopralluogo del Comune che così potrà stilare un piano sull’ipotesi prospettata.

«Abbiamo chiesto anche la possibilità di sviluppare la progettualità su tutte le aree militari in via di dismissione come è successo a Firenze», precisa il primo cittadino, che ritiene di poter andare fino in fondo sul polo giudiziario a Carrassi, ma senza dimenticare di porre rimedio al possibile contraccolpo per il quartiere Libertà - svuotato di un importante presidio -, in termini di sicurezza e vivibilità.

«Se va via la giustizia da largo De Nicola spostiamo tutti gli uffici comunali anche perché il Libertà è un quartiere al quale tengo personalmente» sostiene Decaro, provando a fare anche un po’ di conti. «Nell’attuale Palagiustizia ci mettiamo gli uffici delle Ripartizioni. Penso a Urbanistica (ora in via Brescia), Lavori pubblici (da via Giulio Petroni) e Traffico e Ambiente (da via Marchese di Montrone), tutti in affitto. Il risparmio per il Comune è di 3 milioni di fitti all’anno, anche perché abbiamo chiuso l'accordo col Demanio: il palazzo di Giustizia è ormai nostro», rivela.Quindi, il sindaco elenca gli altri interventi in atto sul popolare quartiere, al fine di non abbandonarlo al suo destino.

«Accanto al mercato, nella Manifattura noi realizzeremo Porta Futuro (il progetto legato a ricerca e innovazione annunciato in Fiera - n.d.r.) con l’Università che ci porta il Cnr, mentre la terza parte dell’ex fabbrica è di Fintecna, una società statale legata al Demanio, che abbiamo già chiesto per farne un hub dedicato al lavoro», conclude il sindaco.

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