Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 19:12

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Niente sacchetti rifiuti a Bari nei festivi: ignorato il divieto

di ANTONELLA FANIZZI
BARI - Il divieto di gettare i sacchetti con scarti di ogni tipo nelle domeniche e nelle giornate festive di settembre, ottobre e novembre, originato dalla chiusura della discarica di Trani e motivato dalla necessità di scongiurare una emergenza ambientale. I baresi o non ne sono a conoscenza oppure fanno orecchie da mercante.
Niente sacchetti rifiuti a Bari nei festivi: ignorato il divieto

Cassonetti pieni sin dal mattino flop dell’ordinanza sui rifiuti
Ignorato il divieto di buttare l’immondizia nei bidoni della indifferenziata
ANTONELLA FANIZZI
BARI - Un epilogo ampiamente annunciato. La nuova e recente ordinanza firmata dal sindaco Antonio Decaro non è stata rispettata. E anche ieri è andato in scena il copione che si ripete ogni domenica. Sin dalle prime ore del mattino i cassonetti bianchi erano stracolmi di spazzatura mista. Tutt’intorno pezzi di armadi, sedie rotte, materassi, elettrodomestici, frutto delle grandi pulizie che caratterizzano i fine settimana.

E il divieto di gettare i sacchetti con scarti di ogni tipo nelle domeniche e nelle giornate festive di settembre, ottobre e novembre, originato dalla chiusura della discarica di Trani e motivato dalla necessità di scongiurare una emergenza ambientale? I baresi o non ne sono a conoscenza oppure fanno orecchie da mercante.

Nella giornata che segna l’avvio di un nuovo corso, il senso di inciviltà ha prevalso sul rispetto della legge. Il bilancio perciò non può che essere disastroso: immondizia gettata per terra e città sporca e maleodorante sin dalle prime luci dell’alba.

È scattato ieri e sarà in vigore almeno per due mesi il divieto di buttare i rifiuti indifferenziati tutte le domeniche e i festivi. La discarica di Trani, per il superamento di alcuni parametri di legge, è chiusa dalla scorsa settimana. Ma i siti di stoccaggio di Brindisi e Taranto, dove l’Amiu Puglia sarà costretta a conferire la spazzatura a costi più elevati, non funzionano nei giorni rossi del calendario. Da qui l’esigenza di emanare l’ordinanza, accompagnata da un appello rivolto ai cittadini: tenete in casa gli scarti fino alle 18 del lunedì.

«Purtroppo i residenti delle zone calde - spiega il presidente di Amiu Puglia, Gianfranco Grandaliano - ieri hanno dovuto convivere con il cattivo odore. I bidoni bianchi saranno svuotati soltanto oggi. Così però non si può più andare avanti. Non c’è alternativa al pugno di ferro: dalla prossima settimana faremo le multe».

Eppure gli unici cassonetti che non dovrebbero essere utilizzati sono esclusivamente quelli dell’indifferenziata, proprio i «prediletti» da coloro che non si fanno scrupoli di inquinare la città. I bidoni colorati per la raccolta della plastica, del vetro, della carta e del cartone e quelli marroncini dell’umido possono invece essere usati regolarmente.

La speranza di Grandaliano di trasformare una situazione di emergenza in una occasione per incrementare le percentuali di differenziata si è quindi infranta contro il muro dell’indifferenza e della inciviltà. Aggiunge il presidente dell’Azienda di igiene urbana: «Per arginare i disagi abbiano organizzato un presidio di emergenza. Abbiamo potenziato le squadre che si occupano della differenziata e predisposto un giro straordinario». Forse a vuoto.

Ma se i baresi imparassero a disfarsi in maniera corretta della spazzatura, neppure gli avanzi del pranzo domenicale rappresenterebbero un problema. In altre parti d’Italia la domenica con il divieto di conferire l’indifferenziato è ormai una consuetudine.

A Bari, almeno nella giornata del debutto, le cose sono andate diversamente, nonostante nelle scorse settimane nei vari quartieri siano stati installati 5mila cassonetti per l’organico, dotati di chiavi, che vanno a completare e potenziare le isole ecologiche presenti sul territorio. «Le prerogative per rendere efficace la misura adottata dal sindaco - dice Grandaliano - ci sono tutte. I camion sono intervenuti nelle vie intasate da scheletri di mobili e dagli ingombranti, un servizio che garantiamo su segnalazione degli abitanti delle aree meno sensibili».

Come sempre, la maglia nera va a Carrassi, San Pasquale, Japigia e una parte del Libertà. I più bravi a selezionare l’organico e a separare correttamente gli scarti sono i residenti di Catino, del Villaggio del Lavoratore, di San Pio, di Palese, di Santo Spirito, del San Paolo e Stanic. Il colpo d’occhio complessivo è comunque negativo: troppe strade della città, pure ieri, sono state ridotte a una discarica a cielo aperto.

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