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«Seu», a Bari muore bimbo la diagnosi: gastroenterite La Asl avvia un’indagine interna

di GIOVANNI LONGO
BARI - Il sospetto è che i medici dell’ospedale di Altamura che hanno avuto in cura un bimbo di soli 18 mesi possano avere scambiato la Seu per una gastroenterite. Un possibile errore nella diagnosi che potrebbe essere costato la vita al piccolo paziente di Gravina in Puglia. Al momento è solo una ipotesi investigativa e responsabilità penali non sono emerse. L’inchiesta è solo all’inizio. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo
«Seu», a Bari muore bimbo la diagnosi: gastroenterite La Asl avvia un’indagine interna
di Giovanni Longo

BARI - Il sospetto è che i medici dell’ospedale di Altamura che hanno avuto in cura un bimbo di soli 18 mesi possano avere scambiato la Seu per una gastroenterite. Un possibile errore nella diagnosi che potrebbe essere costato la vita al piccolo paziente di Gravina in Puglia. Al momento è solo una ipotesi investigativa e responsabilità penali non sono emerse. L’inchiesta è solo all’inizio. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Ed è il secondo nel giro di un mese e mezzo, dopo il decesso di un neonato giunto nell’ospedale della Murgia con febbre alta a fine luglio e poi deceduto nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII dove era giunto in condizioni disperate.

Anche l’Asl di Bari vuole vederci chiaro. Il direttore generale Domenico Colasanto dispone un’indagine interna, limitatamente al secondo caso.

Stando alla denuncia dei genitori del piccolo Davide - mamma casalinga, papà carpentiere - i malori, diarrea e vomito, sarebbero iniziati sin da sabato scorso. Il bimbo è stato ricoverato fino a lunedì sera nell’ospedale della Murgia, dove gli è stata diagnosticata una gastroenterite di natura virale e poi, a seguito di tac, una sindrome muco-emorragica (sangue nell’addome). Quindi è stato trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico di Bari nella notte tra lunedì e martedì. Ulteriori accertamenti eseguiti dai sanitari baresi hanno consentito di verificare che in realtà si trattava di una sindrome emolitico-uremica (Seu). Un tampone ha svelato l’infezione intestinale batterica, sostenuta da ceppi di Escherichia coli, una malattia in sé non gravissima, se non avesse colpito un paziente così piccolo.

La denuncia dei genitori è finita sulla scrivania del pm di turno della Procura di Bari Ettore Cardinali, assegnato al pool che si occupa delle colpe professionali. Già acquisite le cartelle cliniche da entrambi gli ospedali. Nei prossimi giorni il magistrato, dopo aver studiato la documentazione medica, individuerà le eventuali responsabilità dei sanitari che hanno avuto in cura il bimbo e conferirà l’incarico per l’autopsia che potrà chiarire le cause del decesso. L’iscrizione nel registro degli indagati sarà un atto dovuto e finalizzato a consentire ai professionisti di potere nominare propri consulenti.

A volere vederci chiaro è anche l’Asl che ha avviato un’indagine interna per verificare se i medici del reparto di pediatria dell’ospedale di Altamura, dove Davide è stato ricoverato per tre giorni - dal 6 all’8 settembre - abbiamo eseguito tutti gli atti propedeutici all’accertamento diagnostico.

Il direttore generale, Domenico Colasanto, affiderà a due pediatri dell’azienda sanitaria barese, tra cui il primario del reparto di neonatologia del Di Venere, il compito di verificare la «correttezza del percorso» seguito dai medici di Altamura. I primi esami diagnostici effettuati nell’ospedale murgiano - fanno sapere dall’Asl - non avevano evidenziato nulla che potesse confermare il dubbio di Seu, come la tipica brusca diminuzione delle piastrine nel sangue. Solo la Tac, a cui il piccolo è stato sottoposto lunedì scorso, ha rilevato l’emorragia addominale con immediato trasferimento del paziente al pediatrico di Bari.

«Davide era sano come un pesce, me l’hanno ammazzato loro», dice Paola Ditaranto, 28 anni, madre di Davide.

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