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È malata, ma l’Inps le taglia l’aiuto

di LUCA BARILE
BARI - La lettera dell’Inps è quasi lapidaria. «In allegato a questa comunicazione, le invio copia del verbale in base al quale non è possibile confermare la prestazione di invalidità». Così una barese di 38 anni ha saputo che le veniva revocata, dopo 7 anni, l’indennità di accompagnamento che le veniva riconosciuta insieme all’assegno di invalidità. È uno dei casi, non pochi, che vengono rivisti
È malata, ma l’Inps le taglia l’aiuto
di LUCA BARILE

BARI - La lettera dell’Inps è quasi lapidaria. «In allegato a questa comunicazione, le invio copia del verbale in base al quale non è possibile confermare la prestazione di invalidità». Così una barese di 38 anni ha saputo che le veniva revocata, dopo 7 anni, l’indennità di accompagnamento che le veniva riconosciuta insieme all’assegno di invalidità. È uno dei casi, non pochi fa sapere l’istituto previdenziale, che vengono rivisti a seguito di accertamento medico periodico. La Commissione incaricata verifica che ci siano ancora i requisiti per liquidare l’indennità mensile, circa 500 euro al mese. Nel caso specifico, la causa della revoca sta nella frequenza delle crisi epilettiche della signora. «Non più plurisettimanali, ma plurimensili - spiega Luciano Bilanzuoli, direttore dell’agenzia Inps di Bari - il che significa un miglioramento delle sue condizioni generali di salute e il conseguente venir meno del requisito che giustifica l’accompa gnamento».

Si tratta di una donna affetta da due angiomi venosi in sede temporale che le causano crisi epilettiche, crisi di assenza e depressione cronica con disturbo di personalità impulsivo esplosivo con episodi di agitazione psicomotoria. Dietro il tecnicismo del linguaggio medico, c’è un caso umano di una persona che vive un quotidiano stato di prostazione psichica, alla mercè di crisi che possono scatenarsi da un momento all’altro. Possibile che tutto cambi se la crisi epilettica si manifesti cinque o sei volte al mese piuttosto che alla settimana?

«Il quadro generale della signora è tale, evidentemente, da compromettere totalmente il suo progetto di vita» è il parere del professor Paolo Livrea, neurologo barese tra i più noti, presidente della Scuola di Medicina dell’Università e con numerosissime pubblicazioni scientifiche al suo attivo.

La legge in materia prevede che l’accompagnamento venga riconosciuto a persone impossibilitate a deambulare autonomamente o che non riescano, da sole, a compiere gli atti basilari della vita quotidiana. Mangiare, lavarsi e vestirsi, cucinare e via dicendo. Il caso della signora, in fondo, non è molto diverso da molti altri casi in Italia. La frequenza delle crisi epilettiche è un dato su cui si fanno tantissimi ricorsi per riottenere l’indennità mensile. Una sentenza di Cassazione del 2004 ha smentito l’impostazione dell’Inps, che tende a revocarla in presenza di una diminuzione delle crisi, ribaltando pronunciamenti simili dei giudici in materia.

Fonti Inps rivelerebbero una grande quantità di ricorsi che vengono presentati, e spesso vinti, con accertamento tecnico preventivo (un canale più rapido ma non rapidissimo). In caso di vittoria, dove diventa determinante il ruolo della consulenza medica di parte e il Ctu nominato dal giudice, l’Inps dovrà ripristinare l’assegno mensile con effetto retroattivo, a partire dalla data di revoca. Un esempio di spending review che non funziona, perché in quel caso l’istituto dovrà anche sostenere i costi del giudizio e della consulenza tecnica che servirà al giudice per emettere sentenza.

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