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«Omicidio a Bari» Ucciso per vendetta dopo uno schiaffo Interrogatori e stub

BARI – Potrebbe essere stato ucciso per aver dato uno schiaffo ad un ragazzo il 25enne albanese Flori Mesuti. Stando alla ricostruzione fatta fino a questo momento dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal pm della Procura di Bari Baldo Pisani, Mesuti sarebbe intervenuto in difesa di alcuni minori durante un litigio con un altro gruppo di ragazzini, alcuni figli di pregiudicati della zona (sul luogo dell'omicidio, foto Luca Turi)
ARCHIVIO - Inseguito dopo litigio ucciso albanese
«Omicidio a Bari» Ucciso per vendetta dopo uno schiaffo Interrogatori e stub
BARI – Uno schiaffo dato alla persona sbagliata, a un ragazzino con amici e parenti pericolosi e vendicativi. Potrebbe essere questa la chiave del delitto di ieri sera, quando nel quartiere Libertà a Bari un ragazzo albanese di 25 anni è stato ucciso con un colpo di pistola al torace, in quella che sembra una vera e propria esecuzione. La vittima, Flori Mesuti, si sarebbe intromessa in un litigio tra ragazzini, a pochi passi dalla chiesa del Redentore, nel cuore del rione barese covo del clan Strisciuglio.

Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Bari, coordinati dal pm Baldo Pisani, hanno avviato subito le indagini, raccogliendo nella notte testimonianze e procedendo ad alcuni stub, che potrebbero fornire agli inquirenti l’identità del killer. I fatti si sono verificati poco dopo le 21. Mesuti, questo avrebbero ricostruito in meno di 24 ore le indagini, sarebbe intervenuto in difesa di alcuni minori durante un litigio con un altro gruppo di ragazzini, alcuni figli di pregiudicati della zona. Avrebbe dato uno schiaffo a uno di loro e si sarebbe poi allontanato in compagnia di una ragazza dirigendosi verso un bar della zona.

Il ragazzino schiaffeggiato dall’albanese avrebbe però chiamato alcuni parenti, raccontando quello che era successo. A questo punto si sarebbe messa in moto la macchina della vendetta. In due avrebbero raggiunto Mesuti all’esterno del bar, uno di loro armato con una pistola a tamburo. La vittima si sarebbe accorta dell’arma e avrebbe tentato di fuggire, ma è riuscito a fare solo pochi metri.
Secondo i rilievi, sarebbero almeno tre i colpi sparati contro la vittima, uno lo ha colpito al cuore. Pochi minuti di agonia, la corsa in ospedale e poi la morte nel Policlinico di Bari.

Nei prossimi giorni, la Procura affiderà l’incarico per l'autopsia che chiarirà la traiettoria del colpo e la distanza del killer dalla vittima al momento degli spari, fornendo così ulteriori elementi utili a identificare l’omicida sulla base anche degli accertamenti balistici. Tra ieri sera e questa mattina gli agenti hanno eseguito anche diverse perquisizioni. L'esito di questi primi accertamenti, ma soprattutto la descrizione dei fatti e dei volti fornita dai testimoni, potrebbe già aver indirizzato le indagini verso una pista precisa.

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