Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 06:28

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Dal 25 al 27 settembre #RiattiviamoViaManzoni

di ALESSANDRA MONTEMURRO
BARI - Cosa succederà in via Manzoni? Sono questi gli interrogativi che in tanti si stanno ponendo in queste ore imbattendosi nelle foto con il cartello. Presto detto. #RiattiviamoviaManzoni è un festival di tre giorni (dal 25 al 27 settembre) che punta a riattivare quella che un tempo era considerata una delle principali strade del commercio barese, dove oggi ci sono una sfilza di saracinesche abbassate per via della crisi
Dal 25 al 27 settembre #RiattiviamoViaManzoni
di ALESSANDRA MONTEMURRO

BARI - #RiattiviamoViaManzoni. Da qualche giorno un cartello con questa scritta sta invadendo le bacheche dei profili Facebook dei baresi. È una «chiamata alle armi» lanciata dai ragazzi dell’associazione Pop Hub per trasformare i cittadini del capoluogo nei protagonisti della ri-attivazione di via Manzoni. «Aiutaci a diffondere l’evento! Scatta una foto e condividila sul tuo profilo senza dimenticare l’hashtag #RiattiviamoViaManzoni (ricorda di cambiare le impostazioni sulla privacy e rendi pubblica la foto). Perché via Manzoni è di tutti!» scrivono sulla pagina Fb creata appositamente per diffondere l’iniziativa.

E tra gli illustri contagiati, insieme a tanti commercianti «resistenti» di via Manzoni e delle stradine attorno, non poteva mancare l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Bari, Carla Palone, che da subito ha sposato l’idea, insieme ai suoi colleghi Carla Tedesco, assessore all’Urba - nistica e Pietro Petruzzelli, assessore all’Ambiente e allo Sport. Ma di che si tratta esattamente? Cosa succederà in via Manzoni? Sono questi gli interrogativi che in tanti si stanno ponendo in queste ore imbattendosi nelle foto con il cartello. Presto detto. #RiattiviamoviaManzoni è un festival di tre giorni (dal 25 al 27 settembre) che punta a riattivare quella che un tempo era considerata una delle principali strade del commercio barese, dove oggi ci sono una sfilza di saracinesche abbassate per via della crisi commerciale, culturale, sociale che l’ha investita in pieno.

Tante le attività pensate e in grado di far rivivere i locali sfitti per un fine settimana: dai negozi temporanei e le boutique agli eventi e spettacoli con live musicali, dj set, live cooking; dalle mostre d’arte estemporanee con esposizioni di pittura, scultura, fotografia, fumetto, ai dibattiti sulla rigenerazione urbana e sull'innovazione sociale e commerciale; per arrivare ai laboratori di artigianato per bambini, studenti e curiosi. E poi performance di artisti di strada in piazza e lungo gli isolati di via Manzoni, con teatro-danza, circo, spettacoli di clownerie, video mapping, cinema e installazioni multimediali. Obiettivo del festival, e del progetto nel suo complesso, è puntare i riflettori su luoghi dimenticati, abbandonati e caduti in disuso in città, mostrandone le potenzialità di riutilizzo per attirare l’attenzione di investitori pubblici e privati, e favorire un nuovo interesse.

«Metteremo in campo un esperimento sociale e culturale - dice Luca Langella promotore di Pop Hub - dare la possibilità a chi ha un’idea virtuosa o un progetto innovativo di utilizzare alcuni dei locali chiusi della strada, nella cornice di un evento di tre giorni, mettendo in rete la creatività, l’inventiva e tutte le risorse sociali del territorio per riaprire le saracinesche chiuse. Attiveremo sinergie tra i proprietari, che mettono a disposizione gli spazi, e le realtà che possono riempirli con progetti e proposte. Sperimenteremo una modalità di riuso innovativa facendo nascere collaborazioni tra i diversi attori di un territorio per provare a rivitalizzare nel lungo periodo la città».
«Vogliamo partire con proposte dal basso per dimostrare che attraverso la rete sociale (tra chi offre spazi e chi idee, tra chi fornisce strumenti materiali, chi esperienze sul campo e chi contributi esperti) è possibile sfruttare appieno le potenzialità latenti del territorio - aggiunge Silvia Sivo, anche lei tra i promotori di Pop Hub - tra gli espositori dell’evento saranno chiamati brand già affermati, accanto a produzioni emergenti e giovani. Anzi, chi vuole si faccia avanti. Noi ci saremo, e voi?».

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