Giovedì 17 Gennaio 2019 | 07:38

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Battaglia di carte bollate tra Fiorello e i Modugno

BARI - L’idillio con la famiglia Modugno sembra essersi spezzato. Motivo della rottura le resistenze di Fiorello ad interpretare la seconda parte della fiction su Domenico Modugno. A fare detonatore alla vicenda, già di per se esplosiva, lo spettacolo teatrale «Penso che un sogno così» in cui Beppe Fiorello racconta la sua vita scandendola con le canzoni di Modugno
Battaglia di carte bollate tra Fiorello e i Modugno
BARI - Beppe Fiorello e Domenico Modugno sembravano essere le due facce di una stessa medaglia. Dopo il successo della Fiction La grande storia di Domenico Modugno, tutti avrebbero scommesso che l’attore siciliano fosse ormai indissolubilmente legato al personaggio. Gli abbracci con Franca Gandolfi, l’onore di indossare la stessa giacca con cui nel 1958 Modugno esordì a Sanremo con Nel Blu Dipinto di Blu, la cittadinanza polignanese. Invece, l’idillio con la famiglia Modugno sembra essersi spezzato. Motivo della rottura le resistenze di Fiorello ad interpretare la seconda parte della fiction su Domenico Modugno. A fare detonatore alla vicenda, già di per se esplosiva, lo spettacolo teatrale «Penso che un sogno così» in cui Beppe Fiorello racconta la sua vita scandendola con le canzoni di Modugno. Un altro successo travolgente ma che è stato bloccato proprio da un’azione legale della famiglia Modugno. Gli eredi di Mr Volare, sostenendo di non essere stati chiamati in causa in alcun modo nel merito dell’iniziativa teatrale, hanno chiesto ed ottenuto il blocco immediato dello spettacolo itinerante perché, sostengono, usa il nome di Modugno senza il loro permesso.

Sfuma così il sequel della fiction Rai, scavando un solco legale tra le parti. Di quest’esperienza a Fiorello, però, sono rimaste delle cose che nessuno potrà levargli. La «comunione » con Polignano. E tanti nuovi amici. Come Mimmo, Nico e Rosanna, tra i proprietari del Graecalis, ristorante di mare sulla complanare tra Polignano e Monopoli (di fronte a Cala Incina). A Beppe hanno persino consegnato le chiavi della loro cucina. L’ultima giornata polignanese di Beppe Fiorello, era iniziata con una passeggiata nel centro del paese che giusto un anno fa gli ha tributato la cittadinanza onoraria.
Da allora il cantattore siculo- polignanese si è fatto un dovere di visitare «l’adottivo borgo selvaggio» almeno ogni quattro mesi. Gira salutato ed invitato al bar e persino in casa dai neo-compaesani. Così non si è fatto scrupolo, passando da via Roma, di fermarsi da Franco& Sina, alias «Momè» parrucchiere per signora, e farsi dare una spuntatina. Fiorello non se la tira come certe starlette di Cinecittà. Anzi, cerca il contatto con la gente. Per questo nessuno si è stupito quando, «doppo esserisi scialato dù trigluzze arrustute cu’ tanticchia di limuni» è schizzato verso la cucina con in mano una cartolina del Graecalis per chiedere l’autografo allo chef. Certo, poi si è lasciato prendere un po’ la mano e s’è fatto dare la padella e ha iniziato a «tambasiare» tra i fornelli. Così dopo l’exploit gastronomico, Rosanna, moglie di Mimmo, primogenito del grande Uccio Pellecchia, alias il re della cozza polignanese pare abbia detto: «Se va bene a lui e al cuoco in cucina faccia quel che vuole, ma nel nostro locale canto io e basta». [N. Is.]

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