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Consiglio metropolitano via al conto alla rovescia

BARI - Il 28 settembre il voto, al quale saranno chiamati sindaci e consiglieri comunali di Bari e provincia (esclusa Modugno, Comune commissariato in questi giorni dopo la crisi politica). Le cariche saranno espletate senza compenso, ma la «corsa» sta ugualmente per iniziare. Da Altamura, secondo Comune più popoloso della provincia, si levano già gli scudi per «sponsorizzare» a livello metropolitano politiche per l’Area murgiana
Consiglio metropolitano via al conto alla rovescia
DANIELA D'AMBROSIO
BARI - Un mese al voto per la costituzione del Consiglio metropolitano e dieci giorni alla presentazione delle liste dei candidati: «il cantiere delle elezioni» è all’opera.

In esecuzione della legge Delrio e in nome della rivisitazione della spesa, o spending review che dir si voglia, la Provincia, con i suoi 12 assessori e i suoi 36 consiglieri, lascia il passo alla Città metropolitana, a un Consiglio di 18 elementi, che non avranno alcun compenso, né gettone di presenza, né altro, e a una conferenza dei sindaci composta dai primi cittadini dei 41 Comuni dell’area, la quinta d’Italia, con circa un milione e 200mila abitanti.

E quindi si vota il 28 settembre, ma non saranno i cittadini a scegliere questa nuova squadra. Alle urne andranno 736 fra sindaci e consiglieri comunali, unici ad essere elettori ed eleggibili. Il numero dei votanti è cambiato in questi giorni dopo il commissariamento del Comune di Modugno: un sindaco e 22 consiglieri in meno rispetto al totale dei 759 previsto alle urne in un primo momento.

L’elezione non sarà affatto un meccanismo semplice: «voto ponderato», una sola preferenza, sistema proporzionale secco senza premio di maggioranza.

Il che significa: il voto di ciascun consigliere o sindaco vale in proporzione alla grandezza del Comune che rappresenta. Un consigliere comunale di Bari «vale» 800 punti, mentre un consigliere di Poggiorsini una trentina. Le preferenze saranno espresse su schede anonime, riconoscibili solo in base alla fascia di grandezza in cui rientra il Comune di appartenenza del votante.

Gli eleggibili: saranno presentate delle liste che dovranno essere depositate entro l’8 settembre a mezzogiorno, in via Spalato. Le segreterie politiche sono all’opera, i Comuni stanno dialogando fra loro per esprimere candidati che possano trovare il massimo suffragio. I 18 consiglieri eletti metteranno a punto lo Statuto della nuova Città metropolitana insieme ai 40 sindaci in carica che compongono la Conferenza metropolitana dei sindaci, una sorta di «comitato dei saggi».

L’approvazione dello Statuto del nuovo Ente dovrà avvenire entro la fine del 2014. Se ciò non accadesse, si applicherebbe quello attuale della Provincia, ma non oltre il 30 giugno 2015, quando interverrebbe l’eventuale «commissario ad acta» nominato dal Governo. Fino ad allora restano in carica per l’ordinaria amministrazione il presidente Francesco Schittulli e l’attuale giunta.

All’interno del Consiglio poi, Decaro, di diritto sindaco della Città metropolitana, potrà nominare un vicesindaco, da più parti riconosciuto in Alfonsino Pisicchio, attuale consigliere delegato alla costituzione del nuovo ente, ma anche distribuire deleghe e funzioni. Ma tutti gli incarichi saranno a titolo gratuito.

La città metropolitana si sosterrà grazie ai trasferimenti ordinari provenienti dallo Stato. Tutto immutato anche nel trasferimento delle principali funzioni - manutenzione stradale e scolastica - e del patrimonio che il nuovo ente si troverà a gestire, così come non cambierà nulla per i dipendenti, se non il nome dell’ente di riferimento.

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