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Gdf sventa attentati, arrestati bombaroli con tritolo a Molfetta

MOLFETTA - Arrestati dal Gico un rumeno e un albaese: avevano un chilo di tritolo che avrebbero utilizzato per un attentato a un agrossa ditta di trasporti vicino a un distributore di carburante a Fondi, in provincia di Latina. L'esplosivo era compresso in una scatola di ferro le cui schegge avrebbero potuto arrecare gravissimi e forse letali danni agli occasionali passanti, di qui il paventato pericolo di strage. Fermati a distanza di tre giorni anche due mandanti, un albanese e un molfettese. Erano pronti per mettere a segno l'attentato andato in fumo dopo l'intervento dei finanzieri
Gdf sventa attentati, arrestati bombaroli con tritolo a Molfetta
MOLFETTA - Rischiava di trasformarsi in una vera e propria strage l’attività di un gruppo criminale, attivo tra la Puglia e la provincia di Latina, bloccata nei giorni scorsi dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari. Gli uomini del Gico hanno arrestato in flagranza di reato a Molfetta due cittadini stranieri, R.M. albanese di 27 anni e K.G. rumeno di anni 28, mentre si immettevano sull'autostrada A14 direzione nord, diretti verso la Città di Fondi (LT), dove avrebbero dovuto compiere un attentato dinamitardo ai danni di un’attività commerciale del posto (una grossa ditta di import-export).

A bordo dell’autovettura sulla quale viaggiavano, sono stati sequestrati un chilo circa di tritolo, una miccia ed un detonatore. L’attentato, avrebbe sicuramente coinvolto un vicinissimo e molto frequentato distributore di carburanti comprensivo di area di servizio con locali e ristoranti, con enormi pericoli per l’incolumità pubblica, si consideri la circostanza che il tritolo era compresso in una scatola di ferro le cui schegge avrebbero potuto arrecare gravissimi e forse letali danni agli occasionali passanti, di qui il paventato pericolo di strage.

Dopo l'arresto dei due stranieri, gli investigatori, durante il ponte di ferragosto, si sono immediatamente messi sulle tracce dei reali mandanti, che nel frattempo avevano già programmato la imminente reiterazione dell’attentato. Si è così giunti al fermo di polizia giudiziaria, nella serata di lunedì 18 agosto, in Molfetta, di altre due persone: un cittadino italiano, D.C. molfettese di anni 38 e A.B. un’albanese di anni 28, entrambi coinvolti a pieno titolo nella vicenda.

Dell’indagine si occupa la Procura di Trani che procede nei confronti dei quattro per le accuse di possesso di esplosivi, tentata strage, tentato incendio. Le indagini continuano per individuare altre persone coinvolte nella vicenda e per capire le motivazioni dell’attentato progettato

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