Giovedì 17 Gennaio 2019 | 04:36

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?Epidemia di peronospera i Comuni dell’uva: è crac

di ANTONIO GALIZIA
​RUTIGLIANO - Chiedono il riconoscimento della calamità naturale i nove sindaci dei comuni del Sud Est (Rutigliano, Noicattaro, Conversano, Adelfia, Acquaviva delle fonti, Gioia del colle, Turi, Mola di Bari e Casamassima) i cui campi di uva da tavola e da vino sono stati devastati sia dall’epidemia di peronospera che dai danni agli impianti provocati dalle piogge alluvionali. I danni, secondo le prime prime stime, di aggirerebbero sulla decina di milioni di euro
E a Barletta ci si mette il racket: distrutti due tendoni
?Epidemia di peronospera i Comuni dell’uva: è crac
di ANTONIO GALIZIA

RUTIGLIANO - Chiedono il riconoscimento della calamità naturale i nove sindaci dei comuni del Sud Est (Rutigliano, Noicattaro, Conversano, Adelfia, Acquaviva delle fonti, Gioia del colle, Turi, Mola di Bari e Casamassima) i cui campi di uva da tavola e da vino sono stati devastati sia dall’epidemia di peronospera che dai danni agli impianti provocati dalle piogge alluvionali. I danni, secondo le prime prime stime, di aggirerebbero sulla decina di milioni di euro. “Per avviare un’azione concertata di riconoscimento dei risarcimenti – informa Francesco Masi, assessore comunale all’agricoltura di Conversano – abbiamo avviato una serie di incontri per stilare il documento che poi ci permetterà di interfacciarci con la Regione Puglia in modo da far fronte a questo stato di calamità che si è aggiunto ai danni alle ciliegie.”
Il suo nome scientifico è «Plasmopara viticola».

Per i produttori di uva è la meglio conosciuta «peronospera», cioè l’epidemia che in conseguenza dell’anomalo andamento climatico stagionale e del perdurare delle piogge eccessive alternate al caldo, condizioni da considerare come «avversità atmosferiche assimilabili a una calamità naturale», ha colpito centinaia di ettari di uva da tavola nel comprensorio a Sud Est. Questa emergenza ha causato gravi disagi economici alle imprese agricole. Non ancora quantificabili i danni, che dalle prime stime si aggirerebbero tra il 30 e 40% della produzione.

Un ennesimo bagno di sangue per il settore agricolo, che ora spera nel riconoscimento degli indennizzi da parte della Regione Puglia e del Ministero per le politiche agricole. Sollecitata dalle segnalazioni dei sindaci, che chiedono il riconoscimento della calamità naturale, «poiché i danni si stanno rivelando permanenti per le piante», la Regione Puglia ha prima inviato nei campi del Sud Est i propri ispettori perché verificassero la reale entità dei danni, poi invitato i comuni a pubblicare sui propri siti istituzionali i moduli che consentiranno la raccolta delle segnalazioni da trasmettere all’assessorato regionale all’Agricoltura.

Tra le zone più colpite sono risultate quelle di Mola e Noicattaro, le stesse nelle quali le stazioni agri-meteorologiche hanno rilevato dati di piovosità e umidità eccezionali: a Mola (su una media estiva che oscilla tra i 20 e i 40 millimetri di pioggia), i rilevatori hanno registrato 69 mm a maggio, 72 a giugno, 72,2 a luglio con una media del 67% (e picchi del 98%) di umidità; a Noicattaro picchi di 106 mm e di 8900 minuti di bagnatura fogliare.

«Sono dati che confermano l’eccezionalità dell’annata – sottolinea il prof. Franco Faretra (ordinario di Medicina vegetale alla facoltà di Agraria di Bari) – caratterizzata da eventi estremi che hanno provocato un’epidemia di personospera che nemmeno i funghicidi riescono a tenere a freno». Sui risarcimenti, il prof, intervenuto ad un incontro tecnico nell’aula consiliare del Comune di Rutigliano, frena le aspettative dei viticoltori. Secondo l’esperto, infatti, se la peronospera sulla vite dovesse rientrare tra le calamità, significherebbe che ogni anno tutte le regioni del Nord, dove l’umidità la fa da padrone (la peronospera attacca le piante in condizioni di umidità ad una temperatura tra i 20 e i 25°, regolare al Nord; ndr), dovrebbero chiedere i risarcimenti. Per danni, peraltro, che il governo non è in grado di riconoscere.

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