Martedì 22 Gennaio 2019 | 00:41

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I talenti di casa nostra conquistano l’America

di ANTONIO GALIZIA
BARI - Talenti da prima pagina. Tre importanti giornali americani - un quotidiano, il «Washington Post», la rivista scientifica in lingua inglese più diffusa al mondo, il «National Geographic» e «Hort Science», la «Bibbia» delle scienze agrarie, riportano le imprese scientifiche e artistiche di sei talenti di casa nostra (nella foto, il coreografo e ballerino Mimmo Miccolis, 30 anni, di Conversano)
I talenti di casa nostra conquistano l’America
di ANTONIO GALIZIA

BARI - Talenti da prima pagina. Tre importanti giornali americani - un quotidiano, il «Washington Post», la rivista scientifica in lingua inglese più diffusa al mondo, il «National Geographic» e «Hort Science», la «Bibbia» delle scienze agrarie – riportano le imprese scientifiche e artistiche di sei talenti di casa nostra. Sono: la scienziata di 37 anni Sara Susca, di Mola, da 10 alla Nasa (l’Agenzia aerospaziale statunitense); il coreografo e ballerino di 30 anni, Mimmo Miccolis di Conversano; il gruppo di ricerca dell’Università di Bari e dell’azienda La Noria del Cnr di Mola, Francesco Di Gioia, Angelo Signore, Pietro Santamaria e Francesco Serio.

Il quotidiano della capitale ha dedicato ampio spazio alla «prima» di Miccolis, il coreografo e ballerino di danza contemporanea emergente sulla scena internazionale che dopo tante esperienze in Europa è approdato un anno fa a Washington e nei giorni scorsi ha presentato sul prestigioso palcoscenico del Kennedy Center Millennium il suo spettacolo «Growth» insieme alla danzatrice ungherese Gloria Benedikt. Grande il successo e l’attenzione dei media per l’esordio americano di Miccolis, il talentuoso ballerino che ha mosso i primi passi alla «Fondazione Niccolò Piccinni» di Bari e all’«Accademia del balletto» di Firenze, prima di approdare in Rai, esibirsi nella «Carmen» a Muscat in Oman, vincere, unico straniero, il «Bbc Performing Arts Fund 2011» a Londra (è il budget che la Bbc destina a giovani coreografi, danzatori e musicisti emergenti; ndr) e danzare insieme a étoiles come Maximiliano Guerra, Luciana Savignano, Eleonora Abbagnato. Gli spettacoli di Mimmo Miccolis sono profonde riflessioni sui diritti umani e sulle difficoltà sociali. «Rights (?) – spiega - è il lavoro cui sono molto legato e che mi ha fatto conoscere fuori dall’Italia grazie alla vittoria del Bbc Paf 2011. Tratta di diritti umani, tema a cui tengo molto. E’ un lungo studio sulla dichiarazione universale dei diritti umani e specialmente quelli violati nel mondo, per portare in scena una visione completamente astratta e fatta di forti contrasti sulla situazione attuale nel mondo.“ Growth”, invece, parla di crescita possibile in un momento di crisi globale».

«Is anibody out there? Life beyond Earth». («C’è qualcuno lì fuori? La vita oltre la Terra») ha titolato la copertina dell’ultimo numero del National Geographic dedicata ad una ricerca condotta dalla scienziata di Mola. L’articolo, corredato da foto e tabelle, è lungo 20 pagine. «Sì, è un articolo in generale sulla vita al di fuori della Terra – spiega Sara Susca - hanno parlato di Europa e della missione che stiamo preparando per visitarla. Il lancio è previsto per il 2022. Io lavoro nel Payload office. Siamo l’anello tra lo spacecraft (veicolo spaziale che porta gli uomini tra le stelle; ndr) e i vari strumenti. Il nostro lavoro è essere sicuri che gli strumenti possano essere integrati nello spacecraft. A ottobre la Nasa deciderà se la missione si farà di sicuro o no. Noi speriamo bene, ovviamente. La strada per arrivare sulla Luna di Giove è lunga ma io sono convinta che va percorsa. Io lavoro con i magnetometri che misurano il campo magnetico e da lì possiamo capire la profondità dell’Oceano di Europa e la sua composizione. Europa e il suo Oceano potrebbero avere tracce di vita». L’ing. Susca è tra gli scienziati più gettonati negli Usa. Porta la sua firma l’«LS3», un robot fuoristrada progettato per andare ovunque, sui percorsi più impervi. L’Us Marine Corps lo impiega per trasportare i carichi. I marines lo hanno ribattezzato «Big dog», per la sua forma e la sua capacità di trasportare fino a 400 libbre di attrezzi e carburante, per una missione della durata di 24 ore. Il «Grande Cane» è in grado anche di rilevare terreno e svolgere mansioni impossibili per un uomo. Questo è uno dei risultati delle ricerche, svolte per conto della Nasa da questo «cervello in fuga» approdato negli Usa dopo il diploma al liceo di Monopoli, il biennio al Politecnico di Bari, la laurea a Milano e la borsa di ricerca che l’ha proiettata a Pasadena (California) nel Centro aerospaziale della Nasa.

E’ approdato, infine, sulle colonne dell’«Hort Science» l’articolo «Grafting improves tomato salinity tolerance through sodium partitioning within the shoot» che riporta i risultati di due esperimenti condotti con l’obiettivo di valutare gli effetti dell’innesto erbaceo, una pratica applicata per migliorare, per esempio, la produzione di pomodoro e ridurre la quantità di sodio. Gli autori del lavoro sono quattro ricercatori dell’Azienda sperimentale La Noria di Mola: Francesco Di Gioia, Angelo Signore, Pietro Santamaria (del Dipartimento di scienze agro-ambientali e territoriali dell’Università di Bari) e Francesco Serio (dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari, del Cnr di Bari), premiati il 31 luglio scorso con i «Publication Award», il riconoscimento che ogni anno l’Ashs (American society for horticultural science; Società americana di orto-floro-frutticoltura) attribuisce agli autori dei migliori articoli scientifici pubblicati sulle tre riviste della Società: «The Journal of the American Society for Horticultural Science», «Hort Science» e «Hort Technology».

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