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«Volo cancellato turisti abbandonati» condannata Ryanair

di GIOVANNI LONGO
BARI - Una coppia di turisti il 30 giugno 2011 stava rientrando dall’isola greca di Kos a Bari dopo una vacanza. Il volo, in programma alle undici, viene cancellato, il primo volo «possibile» dopo due giorni. La compagnia irlandese offre a titolo transattivo poco più di 300 euro. I due non si accontentano e vanno avanti ottenendo un risarcimento di 3000 euro
«Volo cancellato turisti abbandonati» condannata Ryanair
di GIOVANNI LONGO

BARI - L’arrivo in aeroporto con i ricordi ancora vivi della vacanza appena terminata e la testa, chissà, al tran tran quotidiano da riprendere una volta sbarcati a Bari. L’auto a noleggio appena restituita. La ricerca del banco per il check-in. Tutto intorno una grande, strana, confusione. «C’è lo sciopero degli assistenti di volo», mormora qualcuno nell’aeroprto di Kos. Il ritardo è dietro l’angolo. Lo sguardo... vola al tabellone che indica le partenze. I ritardi, in effetti, sono numerosi. Dal disappunto all’amara sorpresa il passo è breve. Accanto alla scritta «Bari » il display si illumina con u n’altra davvero angosciante: «Cancelled». «E ora?». Può anche capitare, per carità, che un volo venga cancellato. Ma in questo caso, secondo il Giudice di Pace di Bari, la compagnia aerea, Ryanair, non si è attivata per «riproteggere» due passeggeri che hanno fatto causa, non adempiendo in questo modo correttamente gli obblighi previsti dal codice civile e dai regolamenti europei a carico.

Una disavventura quella vissuta tre estati fa da una coppia di professionisti baresi che costerà a Ryanair tremila euro. La sentenza, provvisoriamente esecutiva, è stata emessa nei giorni scorsi dal Giudice di Pace di Bari Massimo Nicola Minerva che ha condannato la compagnia low cost anche alle spese legali.
«Lo svolgimento dello sciopero dei controllori - scrive tra l’altro il giudice - non può essere considerato circostanza eccezionale, in quanto» l’astensione si è protratta «sino alle ore 12, ossia un’ora dopo l’orario di partenza, mentre gli altri voli della convenuta subivano un lieve ritardo e non la cancellazione come nel caso in disamina».

Non c’è sciopero che tenga perché si interrompa il «nesso di causalità tra condotta della convenuta e il danno patito dagli attori». La coppia di turisti, assistiti dall’avvocato Carmela Anna Ivona, il 30 giugno 2011 stava rientrando dall’isola greca di Kos a Bari dopo una vacanza. Il volo, in programma alle undici, viene cancellato. Altri passeggeri diretti in Puglia riescono a trovare posto sui voli in partenza per Bergamo o Bologna. Anche il volo per Francoforte decolla. Quello diretto a Bari resta a terra. L’aereo successivo non parte prima di due giorni. I passeggeri rimasti a terra sono costretti a prolungare la vacanza.

«E per fortuna che a distanza di 48 ore c’erano due posti per il volo diretto a Bergamo», ricordano oggi. I viaggiatori lamentano la mancata assistenza da parte di Ryanair. La compagnia irlandese offre a titolo transattivo poco più di 300 euro. I due non si accontentano e vanno avanti. Si instaura un giudizio davanti al Giudice di Pace di Bari. U n’operazione tutt’altro che semplice dal momento che la compagnia ha sede in Irlanda e che occorre tradurre e spedire tutti gli atti. Una circostanza, quella delle spese legali, che, chissà, potrebbe avere scoraggiato altre iniziative giudiziarie. Ryanair si costituisce in giudizio negli uffici del San Paolo, adducendo, appunto l’astensio - ne dei controllori quale causa del disagio, indipendente dalla sua volontà. Una tesi non condivisa dal giudice. Nel caso di specie «permane un obbligo di assistenza, in concreto non assolto». Di qui il risarcimento di 1.500 euro per ciascuno dei due passeggeri, somma comprensiva dell’indennizzo di 250 euro previsti da un regolamento Ue per tratte inferiroi a 1.500 chilometri e del danno (spese sostenute e disagio subito a seguito della cancellazione del volo).

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