Giovedì 17 Gennaio 2019 | 18:41

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Sindaco di Modugno «Ultima opportunità per uscire da illegalità»

MODUGNO (BARI) – "Non si scappa dal riportare la città alla legalità dopo 15 anni di abusi edilizi. E’ l'ultima spiaggia. La strada è tracciata: bloccare la comunità o andare avanti è una scelta del consiglio comunale". Così il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, ha presentato oggi in conferenza stampa una proposta di delibera per il "ripristino della legalità" nel campo dell’edilizia
Sindaco di Modugno «Ultima opportunità per uscire da illegalità»
MODUGNO (BARI) – "Non si scappa dal riportare la città alla legalità dopo 15 anni di abusi edilizi. E’ l'ultima spiaggia. La strada è tracciata: bloccare la comunità o andare avanti è una scelta del consiglio comunale". Così il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, ha presentato oggi in conferenza stampa una proposta di delibera per il "ripristino della legalità" nel campo dell’edilizia, dopo aver scoperto un paio di mesi fa che dal 1999 a Modugno si è costruito secondo norme illegittime perchè mai approvate dalla Regione Puglia, ente che sovrintende alla pianificazione del territorio. Delibera che il sindaco presenterà per la discussione in consiglio comunale il 25 agosto prossimo, nonostante una sua analoga iniziativa sia già stata bocciata in consiglio, il 20 giugno scorso, dalla sua stessa maggioranza.

"Non si scappa. E’ tempo – ha aggiunto Magrone – che ciascuno, a partire da chi sinora ha voluto perdere tempo o si è astenuto, si assuma le proprie responsabilità: il consiglio comunale di Modugno deve adempiere al suo dovere e decidere, come chiesto dalla Regione Puglia che ha sancito l’inefficacia delle norme del '99, di revocarle definitivamente o di riadottarle seguendo l'iter di variante". Sono tre i punti cardine che Magrone sottolinea nella proposta di delibera, elaborata a conclusione di intensi contatti con la Regione Puglia e la Prefettura di Bari. Il primo è che sono illegittime le norme che furono approvate nel 1999 dal consiglio comunale e con le quali si è costruito a Modugno per 15 anni; il secondo è che le norme vigenti, come ha detto la Regione Puglia, sono quelle del piano regolatore approvato nel 1995; terzo punto, infine, è che nessun impatto avranno le decisioni del consiglio comunale di revoca delle norme illegittime su quanto è stato acquisito dai cittadini in questi 15 anni.

La difesa, da parte di Magrone, della necessità di rimuovere le norme illegittime espone l’amministrazione al rischio, ogni giorno più concreto, "di un’eventuale mozione di sfiducia da parte della sua stessa maggioranza insieme con pezzi di opposizione, Pd e centrodestra – ha detto il sindaco - opposizioni che sinora, sul tema, non hanno espresso alcuna opinione, astenendosi in consiglio e tacendo nelle piazze. Ma non si può pretendere che io finga – ha concluso Magrone – di non vedere e non sentire, come hanno fatto le amministrazioni passate, pur di mantenere la maggioranza, e di conseguenza la carica di sindaco, a tutti i costi".

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