Martedì 22 Gennaio 2019 | 06:04

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Bridgestone, morti sospette nominato pool superesperti

di GIOVANNI LONGO
BARI - Un docente in medicina del lavoro dell’Univesrità di Bari e un ingegnere pisano. Toccherà a loro stabilire una volta per tutte se c’è un nesso causale tra l’esposizione all’amianto e ad altre sostanze utilizzate nel ciclo produttivo e l’insorgere di patologie che hanno poi portato al decesso di 15 operai. Altri sei ex dipendenti della Bridgestone si sarebbero ammalati di tumore
Bridgestone, morti sospette nominato pool superesperti
di GIOVANNI LONGO

BARI - Un docente in medicina del lavoro dell’Univesrità di Bari e un ingegnere pisano. Toccherà a loro stabilire una volta per tutte se c’è un nesso causale tra l’esposizione all’amianto e ad altre sostanze utilizzate nel ciclo produttivo e l’insorgere di patologie che hanno poi portato al decesso di 15 operai. Altri sei ex dipendenti della Bridgestone si sarebbero ammalati di tumore.
Il gip del Tribunale di Bari Gianluca Anglana ha accolto la richiesta di incidente probatorio formulata dal procuratore aggiunto Anna Maria Tosto, titolare del fascicolo che vede indagate per omicidio e lesioni colpose, violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, sette persone tra ex amministratori delegati e responsabili della sicurezza dello stabilimento e un medico. A rappresentare le persone offese, gli avvocati Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale Amianto (Ona), Maria Emanuela Sborgia e Patrizia Dibari.

Il conferimento dell’incarico è fissato per il 2 ottobre. Il professor Luigi Vimercati e l’ingegnere Maurizio Orsini dovranno rispondere a non facili quesiti. Dovranno verificare, ad esempio, se «il talco utilizzato durante il ciclo produttivo dello pneumatico nel suddetto stabilimento industriale potesse contenere materiale asbestiforme».
Dovranno valutare se in un cinquantennio, dal 1960 al 2010 i lavoratori siano stati esposti a un rischio eccessivo di contrarre le malattie. Dovranno accertare «se su soggetti fumatori si sia verificato un effetto sinergico ed eventualmente moltiplicativo del rischio di contrazione delle malattie diagnosticate » e l’eventuale «sussistenza del nesso di causalità tra l’omessa adozione da parte del datore di lavoro di idonee misure di protezione e il decesso e/o le patologie dei lavoratori in conseguenza della protratta esposizione agli agenti cangerogeni».

Al vaglio dei super esperti anche «l’analisi delle rispettive storie cliniche con l’indicazione delle epoche di aggravamento delle patologie di cui sono affetti». La richiesta di accertamenti irripetibili nelle forme dell’incidente probatorio era stata formulata dalla Procura, al termine dei 180 giorni di indagini suppletive disposte dal giudice del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi che aveva rigettato la richiesta di archiviazione di una delle indagini, adesso riunite, sui decessi per asbestosi di ex lavoratori dello stabilimento. Gli esperti nominati dal giudice al quale è stato riassegnato il fascicolo, in contraddittorio con i consulenti di parte, riesamineranno tutta la documentazione. Le conclusioni, qualunque esse siano, in un senso o nell’altro, costituiranno una prova nel caso in cui ci dovesse essere sarà un processo.

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