Giovedì 17 Gennaio 2019 | 07:23

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Sprechi alla Asl di Bari Vendola attacca i medici «Non conoscono le carte»

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - La procura regionale della Corte dei Conti ha aperto ufficialmente il fascicolo relativo ai presunti danni erariali della Asl di Bari. I giudici contabili hanno infatti acquisito la relazione degli ispettori ministeriali, in cui sono elencate 62 contestazioni che spaziano dai medici alla gestione del personale, per arrivare al contenzioso, ai rapporti con le cliniche private e ai ritardi nei pagamenti dei debiti: il danno ipotizzato si aggira sui 50 milioni di euro
LA CRONACA DI IERI
Sprechi alla Asl di Bari Vendola attacca i medici «Non conoscono le carte»
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - La procura regionale della Corte dei Conti ha aperto ufficialmente il fascicolo relativo ai presunti danni erariali della Asl di Bari. I giudici contabili hanno infatti acquisito la relazione degli ispettori ministeriali, in cui sono elencate 62 contestazioni che spaziano dai medici alla gestione del personale, per arrivare al contenzioso, ai rapporti con le cliniche private e ai ritardi nei pagamenti dei debiti: il danno ipotizzato si aggira sui 50 milioni di euro.

L'istruttoria, che di norma avviene attraverso la Finanza, consisterà nell'acquisire i documenti richiamati dalla relazione ministeriale e le risposte della Asl. Dopodiché i magistrati contabili decideranno se procedere con le contestazioni formali (attraverso gli inviti a dedurre, l'equivalente di un avviso di garanzia) che preludono all'apertura di un processo in cui verrà stabilita l'eventuale esistenza (e l'ammontare) del danno erariale.

Intanto, l'attacco frontale delle organizzazioni mediche dopo lo scandalo-sprechi nella Asl di bari provoca la reazione furibonda del governatore Nichi Vendola. «In un primo momento - dice il presidente - mi sono spiegato le ragioni di questa difesa da parte degli ordini professionali come una reazione istintiva, anche perché io ho avuto la possibilità di leggere la relazione degli ispettori e loro no. Quindi è anche normale che i rappresentanti di categoria non colgano le criticità di sistema che io ho segnalato. Ma non ho potuto non rilevare che alcune delle persone che hanno parlato hanno avuto ruoli importanti nella sanità pubblica. Uno di loro, il dottor Vinci, ha fatto il direttore sanitario per 6 anni, e proprio nella Asl di Brindisi dopo il 2001 è stato necessario sovvertire un andamento anomalo nell'erogazione di prestazioni aggiuntive».

«So bene che la maggioranza dei medici svolge il proprio ruolo con passione e abnegazione, andando spesso ben oltre il dovuto e coprendo generosamente turni che non vengono pagati. Tuttavia in questo momento c'è scarsa disponibilità del sistema ad affrontare i problemi, ciascuno per il proprio ruolo. Potrebbe esserci un problema di governance politica, ma il problema segnalato dagli ispettori ministeriali riguarda singoli operatori, che non sono pochi: è un sistema capillare che ha prodotto grandi vantaggi a molte persone, con le modalità che la Gazzetta ha sottolineato. Mi aspetterei da parte di tutti atteggiamenti moralmente corretti».

La Regione sta effettuando in proprio un focus sulle prestazioni aggiuntive dei medici. Risulta che nelle strutture periferiche della Asl di Bari (quindi nei distretti, meno sottoposti alla vigilanza diretta da parte del direttore generale) le prestazioni aggiuntive venivano utilizzate in maniera particolarmente allegra. I dati denotano un andazzo diffuso, nato quando c'erano enormi risorse, che non è stato corretto quando i soldi sono diminuti. La riduzione dei posti letto, obbligatoria per questioni finanziarie, è stata effettuata anche perché i soldi vengono sprecati in altri modi tra cui anche l'erogazione di compensi extra ai medici che in parecchi casi risultano non dovuti. Anche per questo, l'input della Regione alla Asl di Bari sarà di chiedere la restituzione di quanto illegittimamente percepito negli ultimi 5 anni. Parliamo di parecchi milioni di euro.

Intanto, dalla Asl Bari contestano la ricostruzione che gli ispettori ministeriali hanno compiuto sulle stabilizzazioni del personale. Gli unici "co.co.co" in servizio sono quelli che si occupano dei progetti regionali di screening e piano vaccini, progetti tuttora in corso. Nessuno di loro, che peraltro sono stati assunti con avviso pubblico, secondo la Asl è stato mai stabilizzato. Esistono invece delle conciliazioni firmate a seguito dei ricorsi presentati da 80 dirigenti medici e amministrativi (i cosiddetti destabilizzati) all'indomani della bocciatura della legge regionale 40 da parte della Consulta. La Asl di Bari fa notare di non averli stabilizzati in maniera tombale: è stata solo firmata una conciliazione che prende atto di alcune sentenze favorevoli di primo grado e dispone il mantenimento in servizio degli 80 destabilizzati fino all'ultimo grado di giudizio.

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