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Sulle spiagge baresi è allarme alga tossica

di VALENTINO SGARAMELLA
BARI - Ormai più che una preoccupazione rischia di diventare un incubo. Sotto accusa c’è l’alga tossica che sul litorale barese sta causando più di un problema, come confermano i casi registrati al pronto soccorso del Policlinico e dell’ospedale pediatrico.«Gli ultimi dati diffusi dall’Arpa sulle concentrazioni di Ostreopsis ovata comunemente conosciuta come alga tossica , sul tratto di costa barese - si legge nell’interpellanza - sono davvero impressionanti: 3 milioni 242mila e 41 cellule per litro di acqua marina»
Sulle spiagge baresi è allarme alga tossica
BARI - Ormai più che una preoccupazione rischia di diventare un incubo. Sotto accusa c’è l’alga tossica che sul litorale barese sta causando più di un problema, come confermano i casi registrati al pronto soccorso del Policlinico e dell’ospedale pediatrico.

E i dati dell’Arpa Puglia (Agenzia regionale per l’ambiente) sono lì a testimoniare che non bisogna abbassare la guardia. C’è anche una interpellanza al sindaco, Antonio Decaro, all’assessore all’ambiente, Pietro Petruzzelli, da parte del consigliere Massimo Maiorano. «Gli ultimi dati diffusi dall’Arpa sulle concentrazioni di Ostreopsis ovata comunemente conosciuta come alga tossica , sul tratto di costa barese - si legge nell’interpellanza - sono davvero impressionanti: 3 milioni 242mila e 41 cellule per litro di acqua marina». Per Maiorano «tale situazione può considerarsi una emergenza visti i tanti disturbi causati ai bagnanti e ai residenti in zone prospicienti il mare».

La richiesta del consigliere all’amministrazione comunale: «al di la del mero monitoraggio della situazione sulle concentrazioni di alga si vuole conoscere quali sono le strategie e gli opportuni provvedimenti che si intendono adottare per contrastare il fenomeno che peggiora ogni anno». L’interpellanza si conclude: «Necessaria una nota sul parere degli esperti di biologia marina su come comportarsi in situazioni così preoccupanti e quali sono i provvedimenti che gli organi preposti devono adottare».

In realtà, il fenomeno si ripresenta puntuale ogni anno nella stagione estiva. I valori di concentrazione dell’alga sono determinati dall’Arpa con campionature e misurazioni effettuate ogni due settimane in venti diversi siti.

L’ultimo bollettino dell’Agenzia regionale risale al primo luglio scorso. In quell’occasione fu rilevata la fioritura di Ostreopsis ovata oltre i limiti di norma. La località maggiormente interessata dal fenomeno è Santo Spirito, circa 200 metri a sud del Lido Lucciola. Sul lido Trullo, a San Giorgio, a luglio non vi erano dati preoccupanti. Ma i numeri che oggi emergono sono importanti. Altre zone interessate sono quella a nord verso Giovinazzo e Bisceglie e a sud fino a Torre Canne.

A questo punto, per tastare il polso della situazione bisognava chiedere al pronto soccorso dei principali nosocomi cittadini. All’ospedale pediatrico «Giovanni XXIII», un medico al pronto soccorso si limita a dire che «non si può stabilire una esatta correlazione tra effetti e causa». Il che significa che non è detto che in automatico se un paziente fa ricorso alle cure dei sanitari per un disturbo alle vie respiratorie questo debba essere imputato al contatto di un bagnante con alghe tossiche.

Un’altra fonte ospedaliera rivela dell’esistenza di «qualche caso». Assiste al dialogo una guardia giurata, Giuseppe, che interviene. «Sono andato al mare a lido San Giorgio e dopo alcuni giorni ieri mattina ho accusato un forte raffreddore e febbre, ma so di avere avuto un contatto con l’alga».

Al pronto soccorso del Policlinico dicono di avere accettato alcuni casi di pazienti con dispnea e rossore, febbre elevata dopo il bagno in mare». Nessun caso al Di Venere.

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