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ROMA – L'ex procuratore di Bari, Antonio Laudati, vince la sua battaglia contro il Csm, che gli aveva negato il ritorno alla procura nazionale antimafia; una richiesta che il magistrato aveva presentato per evitare un trasferimento d’ufficio per incompatibilità, dopo essere stato accusato dalla procura di Lecce di aver aiutato Silvio Berlusconi e l’imprenditore barese Paolo Tarantini a eludere le indagini sulle escort
Laudati vince la battaglia torna in procura antimafia
ROMA – L'ex procuratore di Bari, Antonio Laudati, vince la sua battaglia contro il Csm, che gli aveva negato il ritorno alla procura nazionale antimafia; una richiesta che il magistrato aveva presentato per evitare un trasferimento d’ufficio per incompatibilità, dopo essere stato accusato dalla procura di Lecce di aver aiutato Silvio Berlusconi e l’imprenditore barese Paolo Tarantini a eludere le indagini sulle escort.

Dopo un braccio di ferro con la giustizia amministrativa che aveva già dato ragione a Laudati, il plenum del Csm ha alzato bandiera bianca e, dando esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato, ha disposto l’assegnazione del magistrato alla procura di via Giulia, dove aveva già lavorato prima di essere nominato procuratore di Bari. Un anno fa la decisione era stata di segno opposto – Laudati era stato destinato alla Procura Generale di Roma – sulla base di una circolare dello stesso Csm che escludeva la possibilità di chiedere un trasferimento in prevenzione (cioè per evitarne uno di ufficio) alla procura nazionale antimafia. Un divieto che la giustizia amministrativa ha cancellato, giudicandolo illegittimo.

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