Domenica 20 Gennaio 2019 | 15:40

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Protesta del comitato Palestina alla sede della Regione Puglia

BARI – “Un atto politico ufficiale che condanni le violenze contro i palestinesi" e "l'interruzione di tutti i rapporti con Israele", in particolare quello "dell’Acquedotto pugliese che collabora con società israeliane che rubano l’acqua ai palestinesi per darla ai loro oppressori". E' quanto chiede il comitato che rappresenta i palestinesi di Puglia e Basilicata, i cui rappresentanti che stanno protestando davanti alla sede del Consiglio regionale della Puglia, dove tra poco comincerà la seduta del parlamentino regionale (nella foto, dimostranti)
Protesta del comitato Palestina alla sede della Regione Puglia
BARI – “Un atto politico ufficiale che condanni le violenze contro i palestinesi" e "l'interruzione di tutti i rapporti con Israele", in particolare quello "dell’Acquedotto pugliese che collabora con società israeliane che rubano l’acqua ai palestinesi per darla ai loro oppressori". E' quanto chiede il comitato che rappresenta i palestinesi di Puglia e Basilicata, i cui rappresentanti che stanno protestando davanti alla sede del Consiglio regionale della Puglia, dove tra poco comincerà la seduta del parlamentino regionale.

"La Puglia – spiega il presidente del comitato, Afanem Mohammed – è la seconda regione in Italia per collaborazioni con Israele, in tutti i campi, da quello economico a quello culturale. In particolare, l’Acquedotto pugliese, che usa una valvola prodotta in Israele, collabora con società israeliane che rubano l’acqua ai palestinesi, ai quali viene impedito di prenderla dal sottosuolo, per darla ai coloni israeliani: la quota pro capite di acqua per un israeliano è dieci volte quella di un palestinese". Alla Regione, conclude Mohammed, "chiediamo una risoluzione, un atto formale politico di solidarietà ai palestinesi e di condanna alle violenze che Israele sta perpetrando in questi giorni contro Gaza".

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