Giovedì 17 Gennaio 2019 | 13:35

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Appalti, centrale unica per Asl e Comuni

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - La piattaforma informatica è sostanzialmente pronta, restano da definire una serie di dettagli tecnici per armonizzare il meccanismo con le disposizioni comunitarie. La priorità della Regione è centralizzare gli appalti della sanità (da soli valgono quasi 2 miliardi di euro) e anche quelli finanziati con i Fas e le risorse europee (altri 7-8 miliardi di euro): considerando che gli appalti dei Comuni valgono circa 4 miliardi di euro l’anno, è facile capire quali saranno le cifre in ballo
Appalti, centrale unica per Asl e Comuni
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - La Regione la utilizzerà per gli appalti sanitari e per quelli finanziati con i Fas e le risorse comunitarie. Ma la nuova centrale unica di committenza, che verrà varata con una norma di principio inserita nell’assestamento di bilancio, servirà soprattutto ai Comuni non capoluogo che dal 1° luglio non possono più procedere in proprio con gli appalti di servizi e forniture. La novità è spuntata nelle ultime ore, tra le norme che le strutture di giunta stanno inserendo nell’articolato. L’idea non è nuova - se n’era parlato un po’ di tempo fa in occasione dell’ultima inchiesta giudiziaria che ha toccato le Asl, quella di Brindisi - ma adesso si passa alla fase applicativa anche per venire incontro ai Comuni sottoposti all’obbligo previsto dal comma 4 dell'articolo 9 della legge 89/2014, quello che a ridotto da 32mila a 35 al massimo le stazioni appaltanti su tutto il territorio nazionale. Se per beni e servizi il problema è relativo (perché ci sono Consip e Mepa), per i lavori al momento non esiste alcuna centrale di committenza: quella pugliese potrebbe dunque essere la prima in Italia.

L’idea è di affidare il compito a InnovaPuglia, la società in-house che già gestisce (su scala più piccola) il servizio EmPulia per gli acquisti sotto la soglia comunitaria. La piattaforma informatica è sostanzialmente pronta, restano da definire una serie di dettagli tecnici per armonizzare il meccanismo con le disposizioni comunitarie: il modello normativo verrà poi definito in sede di confronto con le commissioni consiliari. La priorità della Regione è centralizzare gli appalti della sanità, che da soli valgono quasi 2 miliardi di euro, e magari anche quelli finanziati con i Fas e le risorse europee (altri 7-8 miliardi di euro): considerando che gli appalti dei Comuni valgono circa 4 miliardi di euro l’anno, è facile capire quali saranno le cifre in ballo.

L’operazione non sarà facile, perché dovrà vincere resistenze di ogni genere: la gestione degli appalti è infatti una delle principali incrostazioni della burocrazia, ad ogni livello. Ma fonti della Regione parlano di «uno strappo utile», documentandolo con la recente esperienza della struttura commissariale per il dissesto idrogeologico: rivolgendosi a una piattaforma centralizzata gestita da Invitalia, il commissario è riuscito ad espletare 49 gare di appalto in 6 mesi, senza generare contenzioso amministrativo degno di nota e azzerando tutte le problematiche relative alla gestione «sul campo» delle gare d’appalto. Ma a giocare a favore della centrale unica potrebbe esserci sia il fatto che funzionerà a costo zero per i Comuni (le risorse verranno reperite all’interno dei quadri economici dei singoli progetti) e soprattutto la previsione, inserita nel Dl 90 (quello di Renzi) che azzera i compensi ai dipendenti pubblici per progettazioni e direzioni lavori: in tanti uffici tecnici, adesso, verrà meno l’incentivo ad accumulare progettazioni che alimentano ritardi.

Intanto, a proposito di sanità, ieri dal tavolo congiunto tra il Mef e il ministero della Salute è arrivata una buona notizia per la Puglia. I bilanci 2013 delle Asl (per la seconda volta di seguito chiudono in pareggio) sono stati licenziati con parere positivo, così come è stato approvato il piano operativo. Ne consegue il via libera alle assunzioni, circa 2.000: nei prossimi giorni l’assessore Pentassuglia convocherà i direttori generali, per la verifica del piano assunzionali, con l’obiettivo principale di garantire livelli di assistenza omogenei a tutti i territori. A Roma, insieme a Pentassuglia, c’era il direttore dell’assessorato alla Salute, Vincenzo Pomo, con Ettore Attolini dell’Ares.

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