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Terlizzi, è febbre da calcio Balilla

di EUSTACHIO CAZZORLA
TERLIZZI - Altro che Mondiali di Calcio, nella città del «Nichi» regionale, la febbre sale impugnando le stecche del «Calcio da tavolo». Chiamatelo meglio Calcio Balilla, footbalino, calcetto, calcino, subotto o biliardino, poco importa. Stiamo parlando del gioco per eccellenza dell’estate, al bar, in giardino, in piazza, ma anche a bordo spiaggia come in piscina. È il gioco che più di ogni altro simula una partita di calcio. E da ieri ha anche due campioni
Terlizzi, è febbre da calcio Balilla
di Eustachio Cazzorla

TERLIZZI - Altro che Mondiali di Calcio, nella città del «Nichi» regionale, la febbre sale impugnando le stecche del «Calcio da tavolo».

Chiamatelo meglio Calcio Balilla, footbalino, calcetto, calcino, subotto o biliardino, poco importa. Stiamo parlando del gioco per eccellenza dell’estate, al bar, in giardino, in piazza, ma anche a bordo spiaggia come in piscina. È il gioco che più di ogni altro simula una partita di calcio. E da ieri ha anche due campioni.

Si tratta di Ninni Visaggi, 42 anni, agente di commercio e di Pasquale Minafra, 26 anni, corriere espresso. Entrambi terlizzesi. Sono loro che hanno sbaragliato le 16 coppie in gara al «Ci piace Terlizzi», evento in corso fino a ieri al Relais degli ulivi della cittadina del Nordbarese. Gare in pineta anche di burraco, tresette, Fifa 14 (il Calcio della ps3) e sfilate di moda. Ma ad attirare l’attenzione e il tifo del pubblico di ogni età, sono stati di certo i due biliardini da competizione secondo le regole della Federazione italiana Calcio Balilla.

Ogni giocatore ha lavorato di polso, occhio fino e tattiche, con palla pronta a sguizzare via con tiri tanto così potenti da concedere più di un botto al momento del gol e capaci di strappare anche applausi degni di un vero stadio. Ivano Palermo, l’organizzazione di questa curiosa sfida di mezza estate e d’altri tempi, è soddisfatto. «Per due sere la gente ha avuto un motivo per stare insieme con gioia - spiega Palermo -. C'erano anche dei graffitari, una sfilata di moda, la possibilità di qualche stuzzichino, ma soprattutto ha vinto la voglia di stare insieme».

Addio de Coubertin, qui l’appuntamento era solo con la vittoria. E se la sono contesa a denti stretti e con stecche da roteare con tiri precisissimi, con il giusto fair play, sudore, imprecazioni e strette di mano al termine di ogni incontro.

E pensare che questo gioco è nato in Spagna, a Madrid, da un’idea di Alejandro Finisterre, per permettere ai bambini feriti durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) di giocare ugualmente a calcio nonostante le amputazioni. Un gioco poi passato nelle mani dei Balilla e perfezionato in Francia nel secondo dopoguerra. Davvero un gioco mondiale che adesso è conosciuto anche in Pakistan come Patti, in Turchia come langirt e in America Latina come canchitas o tacataca (in Chile).

E per una sera anche la piccola Terlizzi ha vissuto l’emozione di un campionato di Calcio Balilla per nulla mini. I giocatori si sono sfidati mostrando i muscoli, polsiere e protezioni antiscivolo personalizzate per meglio afferrare le stecche con i loro “omini” rossi o blu pronti a fare gol.

Esiste una «Federazione italiana di Calcio Balilla» con tanto di campionato e coppe. Dallo scorso anno la nazionale italiana paraolimpica, pochi sanno, è anche campione del mondo. Una consolazione mondiale con il Calcio bonsai? Niente affatto. Il Calcio Balilla non è figlio di un Dio minore, ma uno sport a tutti gli effetti. E allora Ivano ha deciso di allargare la sfida oltre i confini cittadini. A fine settembre il bis è sempre qui a Terlizzi, ma anche con concorrenti del circondario, con tanta voglia di un sano campanilismo per chi, gettone alla mano, è in grado di vantare il miglior attacco e la miglior difesa, perché lo scopo, come nel Calcio con i tacchetti, è uno solo, segnare quanti più gol sia possibile. Ed è così che la città dei fiori e delle ceramiche tradizionali ora si consacra anche come il paradiso dei maniaci del Calcio da bar.

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