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Meredith, Sollecito si laurea con una tesi sul suo caso

PERUGIA – Nel 2008 Raffaele Sollecito discusse, nel carcere di Perugia, la tesi per la laurea triennale in ingegneria informatica, da pochi mesi arrestato per l'omicidio di Meredith Kercher dal quale si è sempre proclamato estraneo. Oggi, libero e in attesa della Cassazione, ha ottenuto la specialistica nel campo della realtà virtuale all’Ateneo di Verona con un’analisi dei social network. Che è stata anche un "esperimento" su se stesso, dal quale emerge che sul web il suo nome è più accostato alla parola innocente che a colpevole
Meredith, Sollecito si laurea con una tesi sul suo caso
PERUGIA – Nel 2008 Raffaele Sollecito discusse, nel carcere di Perugia, la tesi per la laurea triennale in ingegneria informatica, da pochi mesi arrestato per l'omicidio di Meredith Kercher dal quale si è sempre proclamato estraneo. Oggi, libero e in attesa della Cassazione, ha ottenuto la specialistica nel campo della realtà virtuale all’Ateneo di Verona con un’analisi dei social network. Che è stata anche un "esperimento" su se stesso, dal quale emerge che sul web il suo nome è più accostato alla parola innocente che a colpevole.

Vicino al giovane pugliese, come sempre in questi anni, il padre Francesco e il resto della famiglia, con la fidanzata Greta e gli amici. Ma anche uno dei suoi legali, l’avvocato Luca Maori e i consulenti informatici della difesa, non hanno voluto mancare. Per fare poi festa in un ristorante, con il pranzo concluso da una torta fatta preparare dal padre.

Con il classico cappello accademico e la scritta 'L'ingegnere Raffaele Sollecito raggiunge uno dei più importanti traguardi della sua vita!'.
Sollecito, oggi con pantaloni neri, camicia bianca e cravatta verde intenso, ha scritto completamente in inglese la tua tesi su "Social network analysis and semantic proximity", ottenendo un voto di 88 su 110. Per lui al termine della discussione l'abbraccio del padre, gli applausi e le strette di mano di amici e compagni di corso. "Ora penso all’esame di Stato per l'abilitazione da ingegnere. Poi ho un progetto 'segretò per la programmazione aziendale, che può offrire servizi utili. Vedremo se troverò i fondi per finanziarlo" ha spiegato all’ANSA ancora impegnato nei festeggiamenti.

Della tesi presentata oggi ha spiegato che si è trattato di un’analisi strutturale dei social network e di "prossimità semantica". "Cioè – ha cercato di rendere più semplice Sollecito - un esame del significato sul web delle parole, degli interessi alle quali sono accostate e del tempo di interazione. Tenendo conto di diversi parametri". Di qui l’idea di condurre quello che definisce "un esperimento su me stesso", esaminando attraverso un motore di ricerca quante volte il suo nome sia accostato alla parola innocente e quante a colpevole.    

 "L'interesse generale per il processo – spiega Sollecito – è aumentato in occasione della sentenza di Firenze (che ha nuovamente condannato lui e Amanda Knox – ndr). Ma soprattutto è raddoppiato l’accostamento tra il mio nome e 'innocentè. Dato che è rimasto elevato anche quando l’attenzione su Internet per il processo è scemata".

Nei prossimi mesi Sollecito, e la Knox, saranno attesi da un’altra tappa cruciale della vicenda cominciata a Perugia la notte del primo novembre del 2007 con l’omicidio di Meredith Kercher. La Cassazione dovrà infatti esaminare i ricorsi delle difese contro la condanna a 25 e 28 anni e mezzo di reclusione decisa dalla Corte fiorentina, dopo che a Perugia i due giovani erano stati giudicati prima colpevoli e poi innocenti (venendo quindi scarcerati) con una sentenza però annullata. Un delitto per il quale Sollecito ha sempre rivendicato la sua estraneità.

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