Martedì 22 Gennaio 2019 | 09:59

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Cooperazione dei Paesi del Mediterraneo nuova sfida per la Puglia

di GIACOMO PAGONE
BARI - Quale potrebbe essere il ruolo della Puglia all’interno della cooperazione internazionale mediterranea? Alla luce delle recenti politiche dell’Unione Europea finalizzate alla creazione di una rete di cooperazione tra i Paesi del bacino del Mediterraneo, la domanda assume i contorni di una nuova sfida per la Puglia (e per tutto il Mezzogiorno) per intrecciare nuovi rapporti economici e culturali
Cooperazione dei Paesi del Mediterraneo nuova sfida per la Puglia
di Giacomo Pagone

BARI - Quale potrebbe essere il ruolo della Puglia all’interno della cooperazione internazionale mediterranea? Alla luce delle recenti politiche dell’Unione Europea finalizzate alla creazione di una rete di cooperazione tra i Paesi del bacino del Mediterraneo, la domanda assume i contorni di una nuova sfida per la Puglia (e per tutto il Mezzogiorno) per intrecciare nuovi rapporti economici e culturali. La sfida, infatti, è stata lanciata dalla stessa Comunità Europea che, nelle scorse settimane, ha ribadito l’importanza del progetto della Macroregione Adriatico Ionica (EUSAIR), mirata alla collaborazione degli 8 Paesi coinvolti (Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia), riguardo ai temi della crescita blu (ovvero la crescita sostenibile nei settori marino e marittimo), dei trasporti, dell’energia, della qualità ambientale e del turismo sostenibile.

Nonostante l’inizio ufficiale del progetto si avrà solo dopo la discussione del Comitato delle Regioni e del Comitato economico e sociale, in seno al Consiglio Europeo (prevista per il semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea, iniziato lo scorso 1 luglio), alcune regioni hanno già intavolato trattative. Nei giorni scorsi, infatti, il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Barbara Serracchiani, ha accompagnato una delegazione di imprenditori friulani a Belgrado per discutere della possibilità di investire in Serbia, nei campi dell’energia, dell’agricoltura, delle infrastrutture e della tecnologie.

La Puglia, in passato, ha dimostrato di credere nel futuro comune della regione mediterranea, siglando l’Accordo di Programma Quadro "Programma di sostegno alla cooperazione regionale" del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per sostenere la crescita dei Paesi del Mediterraneo e dei Balcani Occidentali. La Puglia, nello specifico, si assumeva i compiti di regione coordinatrice dei progetti verso l’Egitto, e quello di predisporre gli interventi per la linea tematica "dialogo e cultura".

Il bacino del Mediterraneo non solo offre una ricca possibilità di allargare i propri orizzonti culturali, ma potrebbe diventare un vero e proprio centro d’affari, data la crescita economica di molte nazioni. La Turchia, l’Iran, la Serbia, l’Albania, possono rappresentare, allo stesso tempo, dei partner commerciali e delle opportunità per l’internazionalizzazione delle aziende italiane. L’annuale inchiesta Euromed, realizzata dall’Istituto Europeo per il Mediterraneo (IeMed), ha raccolto le interviste rilasciate da 838 tra esperti, rappresentanti di governo e della società civile dei 43 Paesi aderenti all’Unione per il Mediterraneo (UfM). Dalla ricerca, presentata all’European Policy Center (EPC) di Bruxelles l’8 luglio, sono emerse le ottimistiche aspettative riguardo la crescita dei rapporti tra i Paesi del Mediterraneo e l’Unione Europea, considerata il principale socio economico della regione dal 67% degli intervistati, nonostante l’ingombrante presenza, nell’area, di Stati Uniti, Russia e Iran.

La Puglia, dovrà, dunque, dimostrare di credere ancora nella collaborazione interregionale, nella possibilità di internazionalizzare le proprie eccellenze e nella capacità di attrarre investimenti stranieri. Le politiche dell’Unione Europea prevedono una cooperazione internazionale, per cui bisogna iniziare a pensare che il futuro della regione Puglia dipende anche dal futuro della regione del Mediterraneo.

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