Martedì 21 Maggio 2019 | 00:33

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Bari, pochi bidelli scuole aperte solo di mattina

di ANTONELLA FANIZZI
BARI - A settembre, con la ripresa delle lezioni, le scuole dovranno fare i conti con una doppia emergenza: la riduzione del numero degli insegnanti e quella del personale Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi). Sono perciò a rischio sia la continuità didattica - nelle classi ci sarà il solito valzer dei supplenti - sia la sicurezza degli studenti e ancora la possibilità di tenere aperte le scuole fino al pomeriggio. In totale è previsto un taglio di 178 posti, ma sono proprio i bidelli l'anello debole della catena
Bari, pochi bidelli scuole aperte solo di mattina


ANTONELLA FANIZZI
BARI A settembre, con la ripresa delle lezioni, le scuole dovranno fare i conti con una doppia emergenza: la riduzione del numero degli insegnanti e quella del personale Ata. Sono perciò a rischio sia la continuità didattica - nelle classi ci sarà il solito valzer dei supplenti - sia la sicurezza degli studenti e ancora la possibilità di tenere aperte le scuole fino al pomeriggio.

Con un solo bidello è impossibile garantire i laboratori fino a sera. In difficoltà a Bari sono soprattutto quegli istituti tecnici superiori, a cui è stato riconosciuto l’indirizzo liceale: ai licei vengono solitamente assegnate un numero di unità inferiore rispetto ai tecnici e ai professionali, dove le attività pratiche sono preponderanti.un taglio di 178 posti Insomma, una serie di disagi sono dietro l’angolo. Eppure i segni meno non sono eclatanti: in provincia di Bari i docenti che non saranno riconfermati sono 158. Le scuole dovranno inoltre rinunciare anche 20 unità di personale Ata, fra impiegati di segreteria, tecnici e collaboratori. In totale un taglio di 178 posti, ma sono proprio i bidelli l'anello debole della catena. Nei fatti, potrà accadere che un solo bidello dovrà occuparsi della cura, assistenza e sicurezza di un intero plesso.La questione non è di poco conto, perché si inserisce nel progressivo depauperamento delle risorse umane che le scuole del Sud, e quindi pure di quelle della terra di Bari, stanno subendo ormai da tempo.il ministero si contraddice A lanciare l'allarme è ancora una volta la Flc-Cgil. Il segretario regionale Claudio Menga denuncia: «A Bari e in tutta la Puglia non sono state rispettate neppure le tabelle ministeriali legate al decreto sugli organici. Il numero di insegnanti e Ata è perciò inferiore rispetto ai parametri fissati dallo stesso ministero. Il sistema è rigido: non vengono rispettate le reali situazioni delle scuole, nelle quali sono spesso confluiti più istituti».La giustificazione addotta da viale Trastevere non è convincente. Se è vero che le aule si stanno svuotando per effetto della denatalità e quindi del calo degli alunni, è altrettanto vero che il rapporto alunni-classi nella nostra provincia resta di fra i più alti d'Italia, pur in presenza di studenti diversamente abili. Il fatto che il ministero dell'Economia abbia deciso di congelare gli organici, bloccando nuove assunzioni, non fa altro che peggiorare la qualità dell'istruzione pubblica.le classi pollaio In alcune scuole medie e in alcuni istituti superiori è ancora presente il fenomeno delle classi-pollaio e il tasso di dispersione è alto: l’anno scorso uno studente su cinque si è perso per strada. Gli abbandoni, nel Barese, toccano punte del 19 per cento. A fuggire dai banchi, senza portare a termine il ciclo di istruzione, sono proprio gli alunni delle medie inferiori e delle superiori. La Puglia, nella classifica degli insuccessi, è quinta, preceduta dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Campania e dalla Valle d’Aosta. Una posizione di retroguardia a livello nazionale, soprattutto alla luce della soglia del 10 per cento di abbandoni individuata da Lisbona 2020 come limite da non valicare.servono più assunzioni Piuttosto che tagliare i posti di lavoro, il ministero avrebbe dovuto dunque incentivare le immissioni in ruolo. Se i ragazzi non riescono neppure a conseguire la licenza media o il diploma superiore, significa che il sistema ha fallito. Per invertire questa pericolosa tendenza, gli uffici romani piuttosto che ragionare con la scure in mano, avrebbero dovuto incrementare il numero degli insegnanti e quello delle classi. Seguire fino a 30 studenti, stipati in ambienti ristretti, significa penalizzare i più deboli, che invece avrebbero bisogno di maggiore attenzione.Assegnare 15 professori in più alle superiori di tutta la provincia, vuol dire aggiungere una goccia nel mare dei bisogni.senza bidelli, scuole chiuse di pomeriggio Privare poi gli istituti dei bidelli, significa limitare le attività didattiche alla mattinata, negando agli studenti la possibilità di partecipare alle attività extracurricolari e ai laboratori che si tengono di pomeriggio. Un solo collaboratore non è in grado di tenere aperta una scuola da mattina a sera. Il paradosso è che lo stesso ministero, attraverso le circolari, indica i parametri da rispettare in termini di spazi e di rapporto alunni-docenti. Le riduzioni sono perciò ingiustificate e pericolose alla luce delle cifre allarmanti della dispersione.Ci sono scuole a Bari che hanno chiesto di poter avere più sezioni per poter gestire un’utenza considerata difficile. I docenti che inseguono il contratto a tempo indeterminato di sicuro non mancano. Nelle graduatorie provinciali figurano 8mila precari, in attesa di firmare l’assunzione.la denuncia della flc-cgil La Flc-Cgil, alla luce delle cifre, chiede che vengano rivisti parametri e tabelle, operando dei correttivi tecnici al fine di salvaguardare almeno il funzionamento dei laboratori e delle segreterie. Gli organici assegnati alle scuole dovrebbero essere funzionali al piano dell'offerta formativa degli istituti.Domani alle 11 è in programma un sit-in di protesta in via Castromediano, davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale. Conclude Menga: «Riparte la mobilitazione in difesa dei diritti».

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