Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 21:37

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Vendola blocca la scissione di Sel e «apre» a Renzi Fitto ritorna sulle primarie

ROMA – Nichi Vendola archivia la scissione all’interno di Sel, che ha visto fuoriuscire 10 parlamentari incluso il capogruppo alla Camera, e blocca le polemiche seguite al cattivo risultato della lista Tsipras. Il leader di Sel intende invece riaprire in autunno il discorso con il Pd, questa volta per un "cambiamento vero".
Vendola blocca la scissione di Sel e «apre» a Renzi Fitto ritorna sulle primarie
ROMA – Nichi Vendola archivia la scissione all’interno di Sel, che ha visto fuoriuscire 10 parlamentari incluso il capogruppo alla Camera, e blocca le polemiche seguite al cattivo risultato della lista Tsipras. Il leader di Sel intende invece riaprire in autunno il discorso con il Pd, questa volta per un "cambiamento vero". Già da subito a Pippo Civati, impegnato a Livorno per la sua Politicamp, propone degli intergruppi per battaglie comuni in Parlamento. Il leader di Sinistra e Libertà, che non disdegna il mea culpa su alcune questioni (come l’aver accettato l’idea di Bersani delle parlamentarie) tiene un’assemblea nazionale nel segno della pace in Medio Oriente dove da un lato fa emergere tutte le diversità con il Pd ma dall’altro prova a tendere la mano a Matteo Renzi. Anche come tentativo di "aprire una crepa nella legislatura" e vedere se è possibile "un’altra piattaforma di governo per ricostruire una coalizione fuori dalle piccole-larghe intese".

Perchè, osserva, il centrosinistra "non c'è più; è stato demolito da un’alleanza tra Pd e centrodestra sotto l’egemonia dell’Europa". Per il momento però – si legge nel documento approvato all’unanimità dall’assemblea – "la nostra opposizione al governo Renzi sarà netta e determinata". Le riforme e la legge elettorale Vendola non le digerisce: per le prime parla di "patto con il caimano"; per le seconde di uno "scippo" agli italiani. Offre anche una ragione della traumatica rottura che ha agitato Sel: il "fascino" di Renzi subito da chi ha deciso di uscire dal partito "Mi sono molto interrogato su quello che è accaduto: avevo il dovere di chiudere la partita emozionale e aprire quella politica", spiega. Vendola, che non vuole Sel "nè apocalittica nè integrata" ma partito della "sinistra critica" che non "si inginocchia all’effervescenza del nuovo sovrano", mette però in guardia dalla "pubblicità" delle "cartoline illustrate" con cui il governo copre "l'amarezza della gente".

Parla di autunno caldo, per industrie e questione sociale (il lavoro è "muto"), e di "sindacati pronti a scendere rapidamente in piazza", oltre che di una "mobilitazione ad ottobre sulla controriforma della scuola". Ma soprattutto chiede di ampliare la platea di chi vuole scagliarsi contro "il nuovo muro di Berlino, il muro dell’austerity". Un punto su cui c'è stata una "pantomima", una "dialettica superficiale", tra Renzi e Merkel. Ed è per questo che rimanda al prossimo autunno le battaglie più profonde, dopo una "cura minuta" di ricostruzione del partito a cominciare dal tesseramento fino all’ecologia dell’economia e alla conferenza programmatica, la "nostra Leopolda".

Il prossimo passo di Sel, per "aprirsi", comincia da Civati a cui Vendola propone di costruire delle reti, dei coordinamenti, e degli intergruppi in Parlamento (ma anche un settimanale on-line). Mentre il 19 è in programma l’incontro con la Lista Tsipras. Infine, lancia la sfida al Pd per le prossime elezioni regionali puntando su un nome per la Calabria, Giannetto Speranza.

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