Lunedì 21 Gennaio 2019 | 17:05

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«Io, studente senza tutor Con deficit cognitivo ma non mi arrendo»

Questa è la storia di Silvio, 34 anni uno studente universitario di Scienze della Comunicazione al quale, fin dalla nascita, è stato diagnosticato un deficit cognitivo. Nonostante tutto, Silvio è riuscito a diplomarsi e a iscriversi all’Università. La lettera che ci ha inviato e che pubblichiamo qui di seguito, è uno spaccato disarmante del mondo dell’istruzione, di come burocrazia, normativa e spending review, combinandosi insieme, riescano a distruggere progetti e sogni
«Io, studente senza tutor Con deficit cognitivo ma non mi arrendo»
Questa è la storia di Silvio, 34 anni uno studente universitario di Scienze della Comunicazione al quale, fin dalla nascita, è stato diagnosticato un deficit cognitivo. Nonostante tutto, Silvio è riuscito a diplomarsi e a iscriversi all’Università. La lettera che ci ha inviato e che pubblichiamo qui di seguito, è uno spaccato disarmante del mondo dell’istruzione, di come burocrazia, normativa e spending review, combinandosi insieme, riescano a distruggere progetti e sogni. Ma Silvio non si arrende. Affida alla Gazzetta e, tramite noi, all’intera opinione pubblica, la sua vicenda per sensibilizzare al tema della disabilità. Ma anche per mandare un messaggio chiaro: non ho nessuna intenzione di arrendermi

- Mi chiamo Silvio Emanuele R., diversamente abile affetto da ritardo cognitivo di grado medio con conseguenti disturbi dell’ apprendimento. L’ Università di Bari, date le problematiche oggettive di studio ha attivato per questo anno accademico un bando, per assegnargli un tutor specializzato per un monte ore pari a 250. Il problema è che tale bando non può essere esteso a persone esterne abilitate al sostegno ma solo a dottorandi di ricerca interni a causa di limiti di budget imposti dalla Corte dei Conti.
L’ ultimo bando è di recente decaduto in quanto i soli due candidati che hanno presentato domanda hanno previamente rinunciato per indisponibilità di tempo. Lo studente avrebbe dunque necessità, in attesa di un nuovo bando e sempre che vada stavolta a buon fine, di assistenza didattica dal momento che rischia di perdere inutilmente l’anno, specie per quanto concerne laboratori e tirocini che non è in grado di seguire da solo.

Mi domando, dato il caso singolare, se qualche ente locale non abbia la possibilità di utilizzare determinati fondi per venire incontro a queste esigenze. Mai dimenticando che il diritto allo studio è riconosciuto a livello internazionale anche per i gradi superiori alla scuola dell’ obbligo, sebbene le leggi nazionali , in particolare la Legge n. 17 del 28/01/99, risultino oltremodo arretrate. Ricordo oltre tutto un progetto attivato qualche tempo fa dalla Regione, denominato Progetto di vita indipendente, che prevedeva tra le altre cose, un servizio di assistenza didattica per i diversamente abili. Dato che, in caso di riattivazione o di proroga dello stesso, sarebbe utile per il caso specifico, mi chiedo se ci siano possibilità che possa essere rinnovato.

Aggiungo che quest’anno agli esami sostenuti ho collezionato solo voti bassi in confronto al primo anno quando invece ho ottenuto voti piu alti visto che avevo un tutor specializzato di sostegno con tanto di attestato e formazione acquisita. Senza tutor, invece, mi dicono che dovrò fare un programma ridotto. In attesa del bando per l’assunzione del mio tutor, bando riservato solo agli interni all’Università al quale, cioè, non possono partecipare docenti esterni. Bando che, da quel che si sa, potrebbe andare deserto ancora a lungo. Difficile sostenere gli esami senza un tutor. Questa è la mia storia. Un caso singolare, così mi hanno confermato anche in Ateneo, che avrebbe bisogno di ben altre attenzioni da parte del legislatore. Io, ad ogni modo, non mi arrendo. Vado avanti anche se non mi daranno l’assistenza di cui ho bisogno. Sosterrò un esame all’anno, ci metterò una vita, ma non mi importa: io mi voglio laureare» .

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