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Bari, saldi al via si parte domani

di ANTONELLA FANIZZI
BARI - Sconti a partire dal 50% per venire incontro alla clientelaInutile negarlo: qualcuno l’affare lo ha già concluso e messo in bella mostra. L’abito, la borsa, i sandali acquistati nei giorni scorsi a prezzi ridotti sono stati persino indossati. Ma è domani il grande giorno. Tutte le vetrine saranno vestite a festa e tappezzate con il numero magico, in grado di attirare la folla dalla provincia e dalle regioni limitrofe
Bari, saldi al via si parte domani
di Antonella Fanizzi

BARI - Inutile negarlo: qualcuno l’affare lo ha già concluso e messo in bella mostra. L’abito, la borsa, i sandali acquistati nei giorni scorsi a prezzi ridotti sono stati persino indossati. Ma è domani il grande giorno. Tutte le vetrine saranno vestite a festa e tappezzate con il numero magico, in grado di attirare la folla dalla provincia e dalle regioni limitrofe. Partono con il meno 50 per cento i saldi che Confcommercio, quest’anno, definisce non di fine stagione bensì di inizio stagione.

La recessione continua a mettere in difficoltà la maggioranza delle famiglie che attende il fine settimana per dare il via allo shopping a costi accessibili. Il popolo delle formiche piegate dalle tasse e dalla crisi non ha alternative: in assenza dei ribassi, è impossibile introdurre qualche novità nel guardaroba. Ben lo sanno i commercianti che, in percentuali maggiori rispetto al passato, sono pronti ad accogliere i consumatori offrendo la merce a metà prezzo.

«I saldi - dice Sandro Ambrosi, alla guida di Confcommercio di Bari e provincia - rappresentano uno straordinario momento di rilevanza economica e di costume. Un’occasione da sfruttare ancora di più quest’anno dopo un lungo periodi di austerity, forti del bonus “taglia Irpef” di 80 euro che molti italiani da maggio trovano nelle buste paga e che, secondo le intenzioni, saranno almeno in parte destinati proprio a questi acquisti».

È di parere in parte favorevole il Codacons che comunque frena gli entusiasmi dei negozianti. L’associazione che tutela i consumatori opta per la via di mezzo: «I saldi estivi andranno meglio rispetto agli scorsi anni, ma a fine periodo l’andamento delle vendite farà registrare ancora un segno negativo». L’osservatorio dal capoluogo di regione si allarga a tutta la Puglia. «La contrazione degli acquisti da parte dei cittadini sarà più contenuta rispetto agli anni passati, grazie al bonus da 80 euro in busta paga introdotto dal Governo Renzi. Il bonus aiuterà il commercio, contribuendo a contenere il crollo delle vendite, ma non potrà fare miracoli, perché le famiglie baresi e pugliesi preferiranno dirottare i soldi su consumi primari», commenta il presidente Carlo Rienzi.

Passando alle cifre, il Codacons ritiene che l’avvio dei saldi sarà migliore del passato, ma che a settembre il bilancio sarà di segno negativo, attestandosi tra il -10% e il -12% rispetto al 2013, con una spesa procapite che non supererà i 79 euro.

Al di là dei numeri, i commercianti incrociano le dita confidando nel tutto esaurito. Innanzitutto domenica prossima le luci saranno accese in tutti i quartieri. Per la successiva, quella del 14, le porte saranno aperte certamente nel Murattiano: i megastore del quadrilatero della moda faranno inoltre orario continuato.

La vigilia è perciò condita da speranze bipartisan: i clienti che sognano abiti, calzature e accessori a costi ragionevoli, e i commercianti che si augurano di dar fondo alle scorte e soprattutto di far quadrare i conti, spesso in rosso. Le chiusure dei negozi, le saracinesche abbassate accompagnate dalla comparsa degli allarmanti cartelli «affittasi» sono il termometro dello stato di salute di uno dei volani dell’economia cittadina.

È utile a questo punto ricordiamo le regole d'oro per le spese consapevoli, al riparo da truffe e raggiri. I saldi vanno dal 5 luglio al 15 settembre. Vanno indicati i prezzi: su tutta la merce in saldo devono essere riportati il prezzo intero, la percentuale di sconto e il prezzo scontato. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro da quella venduta a prezzo pieno. I messaggi pubblicitari devono essere presentati in modo non ingannevole per il consumatore. Lo scontrino va conservato: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso.

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