Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 10:59

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Bari, all’ex sindaco Emiliano 100mila euro di liquidazione

BARI - Il decreto sulla pubblica amministrazione, che prevede l’azzeramento delle indennità di fine mandato, non tocca, seppur di pochissimo l’ex sindaco di Bari: e dunque Michele Emiliano, tra qualche giorno, sarà l’ultimo ex primo cittadino di una grande città a poter portare a casa la liquidazione per la carica elettiva. Fanno, al lordo, poco meno di 100mila euro
Bari, all’ex sindaco Emiliano 100mila euro di liquidazione
BARI - Stavolta Matteo Renzi non ha fatto in tempo a fargli il solito scherzetto, come ha già fatto quando gli ha bruciato la tanto agognata nomina a ministro, quella a sottosegretario e pure la designazione a capolista del Pd per le elezioni Europee. Già, perché il decreto sulla pubblica amministrazione che porta il nome del premier - e che prevede l’azzeramento delle indennità di fine mandato - non tocca, seppur di pochissimo l’ex sindaco di Bari: e dunque Michele Emiliano, tra qualche giorno, sarà l’ultimo ex primo cittadino di una grande città a poter portare a casa la liquidazione per la carica elettiva. Fanno, al lordo, poco meno di 100mila euro.

L’indennità di fine mandato, prevista dall’articolo 82 del Testo unico per gli enti locali, verrà cancellata se e quando il decreto Renzi diventerà legge. Nel frattempo, agli ex sindaci ed agli ex presidenti di Provincia spetta una «liquidazione» pari ad un mese di indennità per ogni anno di mandato. Michele Emiliano è stato sindaco di Bari per 10 anni dal 2006 al 2014. La sua ultima indennità di carica, dopo il taglio del 10% (che si deve al ministro Giulio Tremonti) è stata pari grossomodo a 9.600 euro lordi al mese. Dunque, tra qualche giorno («Servono soltanto i tempi tecnici per la liquidazione», spiegano dal Comune di Bari), Emiliano riceverà un bonifico pari a 96mila euro lordi.

Con quei soldi l’ex sindaco di Bari dovrà vivere fino al prossimo incarico politico, dal momento che la nomina ad assessore presso il Comune di San Severo gli ha consentito di rinnovare l’aspettativa dalla magistratura: non prende lo stipendio da magistrato, ma allo stesso tempo ha rinunciato alla indennità da assessore (che a San Severo è pari a circa 2.280 euro al mese) e non ha altri incarichi retribuiti (quello di segretario regionale del Pd è infatti gratuito).

Val la pena di notare, però, che l’incarico di assessore a San Severo non è affatto «a costo zero» per il Comune, come ha garantito nei giorni scorsi il sindaco Francesco Miglio. Anzi, la nomina di Emiliano rappresenta un piccolo «salasso» per l’amministrazione foggiana, che all’ex sindaco di Bari sarà costretta a versare i contributi previdenziali. Anche in questo caso, lo prevede la legge: Emiliano, che è un dipendente pubblico, ha il diritto a percepire i contributi previdenziali collegati al suo stipendio in magistratura, dove vige un sistema automatico di trascinamento che prevede una crescita costante nel tempo. I contributi previdenziali dell’ex sindaco di Bari ammontano a circa 4.200 euro al mese, una cifra che è superiore non solo a ciò che percepiranno i suoi colleghi di giunta, ma persino all’indennità del sindaco Miglio (3.800 euro lordi al mese).

«Non ho idea di quale sarà il mio stipendio - dice Miglio, appena eletto al ballottaggio -: sono arrivato solo da 15 giorni, non ho ancora ricevuto la busta paga. I contributi per Emiliano? Non so come funziona, posso soltanto dire che lui ha già rinunciato all’indennità di funzione. Riceverà soltanto il rimborso dei biglietti del treno». Anche questo, però, è un obbligo previsto dal Tuel: anzi, a chi risiede in un Comune diverso, la legge garantisce il rimborso «per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute» per recarsi alle riunioni o in ufficio. [m.scagl.]

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