Mercoledì 22 Maggio 2019 | 17:04

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BARI – Approvata all’unanimità dal consiglio regionale la legge «Norme sulla prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promozione della libertà e della autodeterminazione delle donne». La legge «costituisce il punto di arrivo – come si legge nella relazione - di un percorso iniziato nell’aprile 2003, ha lo scopo di consolidare e rafforzare la rete dei servizi territoriali in materia di prevenzione e contrasto
L'ultimo femminicidio - Uccisa a Grottaglie, la 28enne era incinta
Lavoro e alloggio alle donne vittime di violenza in Puglia
BARI - È in un’aula commossa che il consiglio regionale approva all’unanimità quello che di fatto è l’ultimo atto del lavoro della neoeletta parlamentare europea Elena Gentile: la legge con la quale la Regione intende contrastare e prevenire la violenza di genere. «È il punto di arrivo di un impegnativo e complesso percorso di lavoro avviato nell’aprile del 2013, condiviso e concertato con i territori, gli uomini e le donne della Puglia» ha detto ai suoi colleghi di maggioranza e di opposizione, che l’hanno ringraziata e salutata con affetto, l’assessore alla Sanità e Welfare, in procinto di affidare l’incarico al successore Donato Pentassuglia. Obiettivo della legge, finanziata con 900mila euro, è rafforzare le rete dei servizi territoriali e l’impegno della Regione nell’offrire alle vittime la possibilità di una occupazione professionale e di ottenere alloggi popolari. In venti articoli viene prevista una Task force permanente che ha il compito di predisporre strumenti operativi integrati per l’attuazione della norma, ma un ruolo cardine viene affidato al monitoraggio del fenomeno tramite l’osservatorio regionale delle politiche sociali. È prevista anche la possibilità per la Regione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per violenza con l’impegno di devolvere l’eventuale risarcimento del danno alle vittime. In Puglia al gennaio 2014 risultano operativi 18 centri anti-violenza, 7 case rifugio e 2 case rifugio per vittime di tratta. Tra il 2011 e il 2014 sono sette le Regioni italiane che hanno approvato una propria legge sul contrasto alla violenza di genere.

«La violenza sulle donne - ha detto il presidente Nichi Vendola - è un fenomeno devastante che assedia la vita quotidiana e che non si risolve unicamente con l’applicazione del codice penale. Finalmente con questa legge aiutiamo le donne vittime di violenza ad uscire dal tunnel e rompiamo il silenzio. Con questo suo ultimo atto, penso che Elena abbia chiuso in bellezza».

Esprime «compiacimento e soddisfazione, come componente del Parlamento pugliese ma anche come cittadino di una regione che ha scritto una gran bella pagina di unità e di impegno militante a favore delle donne» il presidente dell’assise, Onofrio Introna, evidenziando che si tratta di «un passo avanti non solo ideologico ma concreto sulla strada della una parità di genere». Parla di «una legge di civiltà che fa del soggetto politico un soggetto decisivo nel fornire aiuto alle donne vittime di violenza» Giovanni Epifani (Pd). E fuori dal palazzo plaudono le donne del Pd pugliese. «Come donna e come democratica - dice la coordinatrice Antonella Vincenti - sono orgogliosa che questa legge sia stata promossa e seguita fino all’approvazione all’unanimità». «Non c’era modo migliore per salutare Elena Gentile - dice il capogruppo Udc Salvatore Negro - in questi anni abbiamo apprezzato le sue qualità politiche e umane». La legge è «un punto di partenza di un percorso che riconosca e valorizzi l’assoluta centralità della figura femminile» dice Domi Lanzillotta (Ncd). «Oggi, una donna, in Puglia, troverà dalla sua parte un muro alto e solido - dice Franco Pastore (Misto-Psi) - che la proteggerà da tutte le forme di violenza di genere, a cominciare da quelle che può subire in famiglia».

Intanto, continuano ad arrivare gli auguri al neo-assessore da parte dell’opposizione. «Dopo aver condiviso il cammino in V Commissione - dice Peppino Longo (Udc) - adesso lo attende un lavoro tutt'altro che semplice: iproblemi che eredita dai suoi predecessori sono tanti e molti dei quali incancreniti, ma ci sono urgenze che vanno risolte il prima possibile. A cominciare dalle enormi difficoltà al servizio 118, con organici sempre più ridotti e con i budget tagliati che non consentono di garantire prestazioni puntuali ed al passo con i tempi».

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