Martedì 22 Gennaio 2019 | 13:58

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Presidente Italia Nostra «Difendiamo arte e ambiente senza cedere a compromessi»

di MARIA GRAZIA RONGO
BARI - In prima linea nella battaglia che portò all’abbattimento dei palazzoni di Punta Perotti, la sezione barese di «Italia Nostra», l’associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, fondata più di cinquant’anni fa da Umberto Zanotti Bianco, ha nominato il suo nuovo presidente: si tratta di Raffaella Cassano
Presidente Italia Nostra «Difendiamo arte e ambiente senza cedere a compromessi»
di MARIA GRAZIA RONGO

BARI - In prima linea nella battaglia che portò all’abbattimento dei palazzoni di Punta Perotti, la sezione barese di «Italia Nostra», l’associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, fondata più di cinquant’anni fa da Umberto Zanotti Bianco e che ebbe nell’onorevole barese Michele Cifarelli, uno dei punti di riferimento più importanti nel panorama italiano del dopoguerra, ha nominato il suo nuovo presidente. Si tratta di Raffaella Cassano, docente di Archeologia e Storia dell’ar te greca e romana e Archeologia delle province romane nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi «Aldo Moro» di Bari.

Succedendo a Liliana Spagnolo, l’antichista prospetta una serie di iniziative che vedranno impegnata l’a ssociazione. Raffaella Cassano, quali sono le questioni cruciali sulle quali si concentrerà, a breve, l’attività di Italia Nostra a livello locale? «Le questioni cruciali sono tante in città e nel territorio circostante, ma vorrei sottolineare l’impegno che la Gazzetta e la stampa cittadina pongono nel sollevare e proporre soluzioni ai temi che investono la fruizione e la tutela del paesaggio urbano e rurale.

Lunedì 16 giugno, un intervento di Luigi Triggiani sulla Gazzetta di Bari segnala la situazione drammatica in cui versa l’ipogeo di Santa Candida e gli altri ad esso prossimi. Un grido di allarme che non deve andare vanificato. Poi c’è la questione ex caserma Rossani. Sappiamo dello scontro con il collettivo della ex caserma Rossani durante la firma del contratto per l’avvio dei lavori, che hanno portato all’annuncio di un “nuovo corso”, che cancella la costruzione del parcheggio sotterraneo e dell’auditorium a vantaggio di una distesa di alberi. Staremo a vedere.
L’altro ieri, un intervento di Nicola Signorile («Piazza Grande» in Bari Città) fa il punto critico sulla situazione. Insieme a lui, che conosce a fondo la storia architettonica e urbanistica della nostra città, speriamo di agire nell’interesse dei cittadini, senza cedere a compromessi».

Una emergenza è quella della nuova sede del provveditorato interregionale delle opere pubbliche di Puglia e Basilicata. Un’altra battaglia di Italia Nostra? «Come prima manifestazione pubblica dopo l’elezione a presidente, ho partecipato insieme a Liliana Spagnolo, che mi ha passato il testimone (non so se saprò essere capace e attiva come lei nella gestione della sezione provinciale), alla marcia silenziosa di residenti e associazioni della città vecchia, per cercare di bloccare i lavori. Credo nel coinvolgimento dei cittadini per fermare ogni forma di attentato al paesaggio, ma in questo caso penso che siamo già in ritardo perché lo stadio di avanzamento dell’immobile è inoltrato. Sono meritorie le proposte presentate nelle varie soste della marcia, da architetti e tecnici prevalentemente, circa l’utilizzo di edifici dismessi – come la struttura dell’ex tribunale militare a 250 metri dalla palazzina in costruzione – per ospitare la nuova sede. Su questo bisognerebbe insistere, come nella lettura degli atti amministrativi che hanno determinato il permesso di cementificazione in u n’area a giardino, che andrebbe semmai estesa. Le istituzioni della città sono chiamate a rispondere con atti concreti» .

E per il teatro Margherita? «Italia nostra segue da tempo le vicende del Margherita. La richiesta recente del sindaco Emiliano al premier Renzi di acquisire al patrimonio comunale l’ex teatro ci sembra da prendere in grande considerazione e da seguire soprattutto se all’immobile si vorrà restituire la sua reale funzione».

Per quel che riguarda i rapporti con le altre associazioni che si occupano di tutela dell’ambiente e del patrimonio storico-artistico, quali potranno essere le iniziative da avviare congiuntamente? «La sinergia è stata sempre attiva. D’altronde il fine comune, che è l’attenzione e la difesa dell’ambiente come del patrimonio culturale, non può che rinsaldare i rapporti di solidarietà e di impegno tra associazioni che si propongono di affiancare le istituzioni nella ricerca del bene comune».

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