Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 23:09

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Fibronit story «Pane e amianto» dalle pagine al teatro

di LIVIO COSTARELLA
Da qualche parte deve pur esserci un «altrove», un luogo dove sentirsi in pace col mondo e con la vita. Senza sentirsi un «rifiuto» da smaltire. Se il «caso Fibronit» di Bari è emblematico del rapporto tra inquinamento e mondo del lavoro, ne ha tracciato un perfetto racconto il romanzo Pane e Amianto (Ed. Poiesis) del giornalista della Gazzetta Giuseppe Armenise. Adesso, la storia del protagonista diventerà una pièce teatrale
Fibronit story «Pane e amianto» dalle pagine al teatro
di LIVIO COSTARELLA

Da qualche parte deve pur esserci un «altrove», un luogo dove sentirsi in pace col mondo e con la vita. Senza sentirsi un «rifiuto» da smaltire. Se il «caso Fibronit» di Bari è emblematico del rapporto tra inquinamento e mondo del lavoro, ne ha tracciato un perfetto racconto il romanzo Pane e Amianto (Ed. Poiesis) del giornalista della Gazzetta Giuseppe Armenise. Adesso, la storia del protagonista, Mario, che ha lasciato il paese alla ricerca di una vita migliore e crede di averla trovata nella fabbrica e in uno stipendio sicuro, diventerà una pièce teatrale: mercoledì 25 giugno, alle 21 (ingresso libero), al Teatro Bravò di Bari debutterà Altrove, lo spettacolo di Legambiente Puglia e Teatri di Pace, trasposizione teatrale del romanzo di Armenise, scritto e diretto da Alessandra Lanzilotti, con la partecipazione di Mino Decataldo.

Lo spettacolo è stato illustrato ieri in conferenza stampa nella Presidenza della regione Puglia da Pierluigi Colangelo (responsabile di progetto di Legambiente), alla presenza di Rosa Musacco (dirigente penitenziario Provveditorato regionale di Bari), Tommaso Minervini (responsabile Area trattamentale Casa circondariale di Bari), Pie - tro Rossi (garante diritti dei detenuti), Maria Maugeri (assessore all’Ambiente del comune di Bari), Valerio Ferilli (presidente circolo Legambiente Gagliano del Capo), Francesco Tarantini (presidente Legambiente Puglia), Lanzilotti e Armenise.

La messa in scena di Altrove sarà l’atto conclusivo del progetto «Portami via», un programma di sostegno finalizzato ad approfondire il tema dei «rifiuti» e del loro riutilizzo, studiandolo non solo da un punto di vista ambientale ma anche socio-economico (attivato da Legambiente Puglia, insieme alla rete dei circoli pugliesi, beneficiando del contributo di«Fondazione con il sud»).
«L’esito positivo delle attività didattiche, condotte dai formatori nell’ambito del progetto, nonché l’ultimo tassello del percorso, rappresentato dalla performance teatrale – hanno detto Tarantini e Colangelo - dimostra quanto si riveli proficua la costruzione di una rete, non solo interna ma che si apra anche all’esterno, attraverso la quale divulgare le problematiche ambientali per trovare una soluzione condivisa e per sensibilizzare il maggior numero di soggetti possibile».

Il progetto di «Portami via» si è snodato attraverso diversi percorsi formativi incentrati sulle problematiche ambientali connesse ai rifiuti e sullo sviluppo sostenibile, coinvolgendo non solo i volontari di Legambiente, ma anche gli extracomunitari e la popolazione detenuta degli Istituti penitenziari pugliesi, grazie al sostegno del Provveditorato regionale Amministrazione penitenziaria e alla disponibilità delle direzioni degli Istituti pugliesi. «Ci sono diversi livelli di detenzione ai quali possiamo essere sottoposti – ha concluso Armenise – e gli operai della Fibronit ce l’hanno purtroppo insegnato. Eppure sono un esempio: continuano a vedersi, a sentirsi una famiglia, a cercare un “altrove”, a trarre il positivo dal negativo. Ci auguriamo che lo spettacolo teatrale possa girare anche nelle scuole e a breve c'è in progetto anche un cortometraggio».

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