Martedì 14 Aprile 2026 | 23:06

Natuzzi, i sindacati proclamano la mobilitazione contro il nuovo piano aziendale

Natuzzi, i sindacati proclamano la mobilitazione contro il nuovo piano aziendale

Natuzzi, i sindacati proclamano la mobilitazione contro il nuovo piano aziendale

 
Redazione online

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Natuzzi, i sindacati proclamano la mobilitazione contro il nuovo piano aziendale

FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e le altre sigle: «Ristrutturazione unilaterale, a rischio futuro produttivo e occupazionale del territorio»

Martedì 14 Aprile 2026, 20:05

Assemblee territoriali, coinvolgimento delle istituzioni, assemblea pubblica con i media, presidi permanenti davanti agli stabilimenti, scioperi articolati e anche una possibile manifestazione nazionale a Roma: sono le iniziative decise dai sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Filcams, Fisascat, Uiltucs, insieme alle Rsu e alle Rsa del gruppo Natuzzi, per contrastare «le gravi decisioni unilaterali annunciate dall’azienda di Santeramo in Colle», in provincia di Bari. «Siamo fortemente contrari alla nuova proposta aziendale - dichiarano le sei sigle in una nota congiunta - giudicata un netto passo indietro rispetto al confronto avviato nei giorni precedenti. Dopo oltre trenta ore di trattativa l’azienda ha disatteso il documento condiviso senza fornire motivazioni di merito, parlando genericamente di un peggioramento del quadro economico».

«Il nuovo piano - proseguono i sindacati - segna un cambio radicale: una ristrutturazione unilaterale, priva di prospettive industriali e limitata al breve termine, che rischia di compromettere il futuro produttivo e occupazionale del territorio. Particolarmente critiche risultano la delocalizzazione di attività, la riduzione del personale attraverso esodi incentivati e ammortizzatori sociali, nonché il rischio di trasferimenti forzati e l’aumento significativo della cassa integrazione».
«Inaccettabile - proseguono - anche la proposta di incentivo all’esodo, priva di reali garanzie e strumenti di accompagnamento. Per questi motivi respingiamo con fermezza un piano che appare come una dismissione e non come un rilancio industriale, ribadendo la necessità di soluzioni sostenibili, volontarie e con tempi certi», concludono.

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