il caso
Picchiò padre, madre e due figli al San Nicola: ai domiciliari «Il bomber» Sisto e il cognato VIDEO
L'ultras 36enne aveva aggredito una famiglia che non voleva abbandonare lo stadio in occasione di uno sciopero dei tifosi. In precedenza aveva picchiato un tecnico delle case popolari per costringerlo ad aggiustare l'appartamento dei parenti
A maggio 2025 dello scorso anno aveva aggredito un uomo e i suoi due figli che non volevano lasciare la curva nord dello stadio San Nicola in occasione di un incontro di calcio in cui gli ultras del Bari avevano dichiarato lo sciopero del tifo. Ma a novembre 2024 aveva anche aggredito un geometra di una ditta appaltatrice di Arca Puglia per costringerlo a effettuare lavori non dovuti nell’appartamento di alcuni parenti. E’ per questo che il gip di Bari, Chiara Maglio, ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Silvio Sisto junior, 36 anni, conosciuto a Bari come «Il bomber», e per suo cognato Marco D’Asta, 28 anni, pregiudicato: per il primo il procuratore aggiunto Ciro Angelillis aveva chiesto il carcere. Per una terza persona, Ivan D’Asta, 22 anni, è stato disposto l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria.
L'accusa ipotizza a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità cinque ipotesi di lesioni e violenze a pubblico ufficiale. I quattro indagati per i quali era stato chiesto l'arresto sono stati sottoposti a interrogatorio preventivo e si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere. Sisto e i due D'Asta hanno reso dichiarazioni spontanee in cui hanno ammesso i fatti e hanno però dichiarato di aver risarcito (almeno parzialmente) le vittime.
Il 14 novembre Sisto, sua sorella, e i due D'Asta avrebbero aggredito un tecnico che era stato inviato dall’Arca per effettuare un sopralluogo in casa dei genitori di D’Asta, suoceri di Noemi, sorella di Silvio Sisto: pretendevano che la ditta provvedesse immediatamente a effettuare i lavori di riparazione per una infiltrazione d’acqua, e per questo l’uomo è stato malmenato e poi spinto per le scale da Sisto, da D’Asta e da suo fratello Ivan: il geometra è stato spinto per le scale e ha riportato un trauma cranico facciale.
Il geometra dell'impresa, è scritto le provvedimento, era salito per un sopralluogo sul terrazzo dell’immobile dove «constatava la presenza di una pozzanghera sul varco di scolo, ostruito da fango e cartacce. Accadeva che, proprio in quel momento, SISTO Noemi, in videochiamata con il compagno e con il fratello Sisto Silvio, attivo sui social network con il nickname “Bomber”, direzionava il cellulare in direzione del geometra, invitandolo a comunicare con i due interlocutori». L’uomo ha provato a spiegare che avrebbe riferito della problematica «ai tecnici di Arca, non potendo intervenire in quel momento», ma i due lo avrebbero minacciato: «Lo invitavano a rimanere lì collegato poiché sarebbero sopraggiunti a breve, proferendo frasi del tipo: “è meglio per te se fai come ti diciamo noi”». Capendo il pericolo, il geometra ha tentato di andare via scendendo le scale ma in quel momento è arrivato Sisto: «Il Sisto – scrive il gip - lo colpiva al volto con uno schiaffo altresì trattenendolo, unitamente a D’Asta Ivan, e afferrandolo dal cappuccio della felpa, in tal modo facendolo cadere dalle scale».
Ma non è finita, perché i tre hanno inseguito l'uomo anche per strada fino alla sede degli uffici della società che gestisce il pronto intervento per conto dell'Arca. «D’Asta Marco lo colpiva con pugni, schiaffi e calci al volto e sul corpo, mentre il Sisto lo tratteneva. Al contempo, D’Asta Marco lo afferrava per i genitali stringendoli con forza». Solo l'intervento dei carabinieri ha convinto gli aggressori a scappare.
Poi l’episodio del 4 maggio 2025, in occasione della partita Bari-Pisa al San Nicola, per il quale erano stati già emessi alcuni Daspo (divieto di accesso allo stadio) fino a 8 anni. Sisto è stato immortalato in un video diventato virale mentre insieme ad altre persone «invitava» gli spettatori ad abbandonare la curva e poi aggrediva un uomo e i suoi due figli (uno dei quali appena 12enne). Alcuni dei colpi di Sisto hanno raggiunto anche la moglie dell’uomo, che era intervenuta per difendere il marito.
Gli aggrediti allo stadio hanno presentato querela. «Dopo 20 minuti dall’inizio della partita, mentre erano seduti», ha denunciato il padre, notavano che gli altri tifosi abbandonavano la curva. Il capofamiglia si era però opposto alla richiesta di fare altrettanto. «Si avvicinavano con aria minacciosa 15-20 soggetti. In quel frangente, uno di loro lo spostava verso la parte laterale della curva e, spingendolo, lo faceva cadere sul gradino. Contestualmente, il querelante sentiva le urla della moglie che a voce alta pronunciava il nome del figlio mentre lo stesso veniva aggredito da alcuni soggetti».
Il figlio maggiore ha invece raccontato che aveva lasciato gli altri familiari per posizionarsi nell’anello inferiore della curva, ma che era tornato al piano superiore dopo essersi accorto di aver lasciato lo zaino. «Dopo essere intervenuto in difesa del padre, pensando che la lite fosse scongiurata, scendeva nuovamente le scale che conducevano all’anello inferiore della curva nord. Accadeva a quel punto che il medesimo soggetto che aveva minacciato il padre poco prima lo afferrava per il braccio sinistro spingendolo contro la ringhiera e facendogli sbattere violentemente la spalla. Anche un secondo ragazzo lo spingeva contro la ringhiera. Ebbene, il primo ragazzo dopo aver proferito parole del tipo: “tu non mi rispondi così”, nonostante la vittima indossasse gli occhiali, gli sferrava due pugni in faccia».
Ma non è finita. «Poco dopo [il figlio] notava un terzo soggetto, con una maglietta bianca, di circa 30/40 anni di età, alto 1,85 m il quale dopo aver visto che il padre stava accorrendo in suo aiuto lo afferrava per il collo iniziando a schiaffeggiarlo, tanto da costringerlo a sedersi sui gradini salvo poi riprendere a colpirlo con pugni. Tale ultimo aggressore era un soggetto conosciuto dalla vittima per lavorare con un giornalista e si chiamava Sisto Silvio. Mentre si avvicinava al padre per difenderlo, un quarto soggetto dopo averlo tirato per la maglietta gli faceva perdere l’equilibrio e, successivamente, gli sferrava un pugno sul naso».
Nel fascicolo della Procura di Bari sono indagati anche Noemi Sisto, 31 anni, e Tommaso Favia, 26 anni, tutti di Bari: la prima per aver partecipato all'aggressione contro il geometra dell'arca, Favia invece è accusato di aver partecipato alla spedizione punitiva in Curva nord e per lui erano stati chiesti i domiciliari, ma il gip ha rilevato che nessuna delle vittime lo ha riconosciuto. Sisto era invece stato riconosciuto (oltre che dall'esame dei filmati effettuato dalla Digos) anche da uno dei figli dell'uomo aggredito «perché lavora con quel giornalista» cioè Antonio Loconte, influencer del sito web Quinto Potere, in realtà ex giornalista, che - scrive la Procura - in precedenza aveva anche intervistato Marco D'Asta dopo l'aggressione al geometra.
I carabinieri hanno infatti rilevato che, poco dopo l’aggressione al geometra, Marco D’Asta era stato intervistato sul sito Quinto Potere. «In quell’occasione – scrive il gip - D’Asta Marco rinnovava le proprie scuse, offrendo tuttavia, a dire della vittima, una versione dei fatti generica e imprecisa altresì accusandolo di avere spintonato il Sisto e spostando l’attenzione sulle criticità concernenti la gestione da parte di Arca dei problemi riguardanti gli alloggi popolari». Sisto, che in passato ha collezionato alcune apparizioni televisive e che mesi fa aveva presentato il video di una canzone rap, secondo il gip «ha perseverato nella condotta criminosa, rendendosi autore di due aggressioni efferate e immotivate lumeggiando, alla luce della condotta tenuta, una personalità aggressiva e prevaricatrice ormai divenuta sistematica e fuori controllo».