«Magari si può iniziare a non ascoltare Tommy Parisi». È l’appello lanciato a Bari dalla presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo alle giovani generazioni. Concluse le audizioni in Prefettura per fare il punto sul tasso d’infiltrazione mafiosa nell’economia sana del territorio e sullo stato di salute dei clan baresi, un personaggio come Tommy Parisi, con il suo corollario di fan entusiasti, non poteva passare inosservato. Tommy, cantante neomelodico figlio di Savinuccio, è riemerso dal vertice in Prefettura come uno di quegli esempi da non seguire nemmeno come banale cantante. Ma la risposta dei fan non si è fatta attendere. Una «rivolta», sui soliti social, contro chi lo giudica senza conoscerlo».

«Non è un cognome, ma una persona», scrivono i fan. «La sua musica è emozione, non illegalità. Giudicare senza conoscere è ingiusto». Un post comparso all’indomani della nutrita rassegna stampa sui lavori della Commissione antimafia in Prefettura pubblicata sempre nelle storie sui social del cantante. Una pagina attiva e aggiornata di frequente, gestita dal suo staff, su cui compare un numero di telefono a cui però non risponde nessuno.
Come si ricorderà, Tommy Parisi è ormai detenuto da tempo nel carcere di Siracusa, in quanto arrestato nell’ambito dell’inchiesta «Codice interno», condannato a 9 anni con sentenza in abbreviato emessa nel settembre 2025. «Io so cantare e fare la vita del boss», la frase intercettata che lo avrebbe incastrato nell’ambito della corposa indagine sui presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria a Bari.
Del 13 marzo un post attraverso cui «Tommy» racconta di non avere «chiuso occhio» in carcere. Una notte «silenziosa e lenta, ma dentro la testa troppo rumore» prodotto da un passato che torna a «bussare senza avvisare. Con i suoi ricordi, con i suoi volti, con tutte quelle cose che pensavi di aver chiuso per sempre. E invece certe cose non se ne vanno davvero».
Un post da cui emerge uno stato d’animo così tanto personale da rendere inverosimile che altri possano avere dato voce, con tanta intensità, a ciò che Parisi può provare in cella dando, infine, ai fan appuntamento a maggio, data in cui si vocifera possa uscire un nuovo album, pare già in lavorazione nel periodo precedente all’arresto.
Si ricorderà anche un precedente post molto «intimo» dell’agosto scorso. Sulla pagina Fb del cantante apparve un messaggio per i follower: «Siete la mia forza nei momenti bui… siete il mio motore, la mia voce quando la mia si spegne». Un contenuto che fu subito attribuito a Parisi, sospettando che in cella avesse uno smartphone attraverso cui comunicare con l’esterno. Ma a distanza di pochi giorni, il suo staff riconobbe la paternità del post.
















