Martedì 24 Marzo 2026 | 19:35

Tornatore al Bif&st 2026: «Ho seguito solo il mio istinto. Nuovo Cinema Paradiso? Un’avventura irripetibile»

Tornatore al Bif&st 2026: «Ho seguito solo il mio istinto. Nuovo Cinema Paradiso? Un’avventura irripetibile»

Tornatore al Bif&st 2026: «Ho seguito solo il mio istinto. Nuovo Cinema Paradiso? Un’avventura irripetibile»

 
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Tornatore al Bif&st 2026: «Ho seguito solo il mio istinto. Nuovo Cinema Paradiso? Un’avventura irripetibile»

Il regista premio Oscar si racconta a Bari tra esordi, libertà creativa e aneddoti sul film che conquistò il mondo

Martedì 24 Marzo 2026, 16:34

Al Bif&st 2026 di Bari, Giuseppe Tornatore si conferma protagonista assoluto di una delle edizioni più attese del festival. Ospite d’onore e al centro di una retrospettiva che ripercorre la sua intera filmografia, il regista siciliano riceverà il Premio Bif&st Arte del cinema, coronamento di una carriera segnata da scelte personali e da una visione coerente.

Il tributo culminerà in una proiezione speciale al Teatro Petruzzelli di Nuovo Cinema Paradiso, accompagnata dall’esecuzione dal vivo dell’Orchestra del teatro diretta dal maestro Pietro Mianiti. Un omaggio a uno dei film più amati del cinema italiano, vincitore nel 1990 del premio Oscar come miglior film straniero.

Nel dialogo con il giornalista Paolo Mereghetti, seguito alla proiezione de La migliore offerta, Tornatore ha ripercorso le tappe della sua formazione, partendo da un dettaglio apparentemente marginale: la fotografia. «Portavo sempre con me una macchina fotografica», ha raccontato, ricordando gli anni giovanili segnati dall’influenza di Ferdinando Scianna e del maestro Mimmo Pintacuda. «È stata una palestra straordinaria: osservavo le persone per ore, cercando di coglierne i movimenti e le emozioni».

Un’esperienza, quella degli esordi tra fotografie e Super8, che il regista definisce «la più libera» della sua vita professionale, lontana dalle dinamiche produttive e dalle mediazioni del cinema contemporaneo. «Non dovevi convincere nessuno», ha sottolineato, ricordando con nostalgia quella libertà creativa “anche un po’ irresponsabile”.

Sul lavoro con gli attori, Tornatore rivendica un approccio istintivo: «Ho il complesso dell’opera prima. Ogni film è come se fosse il primo». Nessun attore feticcio, dunque, ma scelte guidate esclusivamente dalla storia e dai personaggi. È così che per La leggenda del pianista sull'oceano scelse Tim Roth, mentre per Baarìa puntò su volti sconosciuti.

Ampio spazio è stato dedicato alla travagliata storia produttiva di Nuovo Cinema Paradiso, che Tornatore ha definito «l’esperienza più imprevedibile» della sua vita. Un percorso fatto di rifiuti, tagli e ripartenze: dal primo stop del produttore Goffredo Lombardo, fino all’intervento decisivo di Franco Cristaldi.

Determinante fu anche il passaggio a Bari, nel 1988, al festival EuropaCinema fondato da Felice Laudadio, quando il film – ancora incompleto e della durata di tre ore – venne accolto con entusiasmo dal pubblico ma con perplessità dagli esercenti. Seguì una lunga fase di rimontaggi e insuccessi al botteghino, fino alla svolta internazionale.

Dopo il ritiro dal Festival di Berlino, il film trovò la sua consacrazione al Festival di Cannes, fortemente voluto da Gilles Jacob. Da lì, il successo globale e l’approdo agli Oscar, anche grazie alla distribuzione americana dei fratelli Harvey Weinstein e Bob Weinstein.

Guardando al proprio percorso, Tornatore traccia un bilancio lucido: «Sono sicuro di aver fatto solo i film che mi piacevano». Nessun rimpianto per le opere realizzate, ma qualche ferita per i progetti mai portati sullo schermo, come “Leningrad” e soprattutto “Il sognatore indiscreto”, sviluppato per oltre trent’anni senza trovare produzione.

Oggi, mentre lavora a nuovi progetti, il regista si dice soddisfatto del proprio cammino artistico. Una carriera costruita tra intuizione, ostinazione e libertà creativa, celebrata a Bari come esempio di cinema capace di parlare al pubblico di tutto il mondo.

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