sanità
Al Policlinico di Bari in calo le violenze sugli operatori sanitari (anche al ps): il 92% sono di tipo verbale
Il ds Sivo: «Le azioni messe in campo stanno producendo effetti concreti»
Negli ultimi due anni il numero degli operatori sanitari del Policlinico di Bari vittime di episodi di violenza si è ridotto dal 51,0% al 31,5%. I dati sono stati presentati oggi a Bari nel corso dell’evento 'Gestire la violenza per curare meglio: strategie di prevenzione, contenimento e risposta in favore di operatori sanitari e socio-sanitari nelle aree a rischiò. L’indagine è stata condotta dall’unità operativa di Medicina del Lavoro diretta da Luigi Vimercati, nell’ambito del programma nazionale Italian Total Worker Health, finanziato dal Ministero della Salute attraverso il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr.
«I dati confermano che le azioni messe in campo stanno producendo effetti concreti - ha dichiarato il direttore sanitario del Policlinico Danny Sivo - . Tra gli interventi più rilevanti va ricordato il protocollo attivato con la Prefettura, che consente un intervento più rapido delle forze dell’ordine nei casi di criticità, insieme all’attivazione di un canale strutturato di comunicazione con i familiari dei pazienti, con un numero di telefono dedicato e uno sportello attivo. Abbiamo inoltre investito - ha concluso - nel miglioramento dei percorsi di accoglienza e accesso, nella segnaletica interna, nella formazione degli operatori e in una gestione più attenta delle relazioni con l’utenza»
«Tra gli interventi più rilevanti – ha aggiunto – va ricordato il protocollo attivato con la Prefettura, che consente un intervento più rapido delle forze dell’ordine nei casi di criticità, insieme all’attivazione di un canale strutturato di comunicazione con i familiari dei pazienti, con un numero di telefono dedicato e uno sportello attivo».
«Abbiamo inoltre investito nel miglioramento dei percorsi di accoglienza e accesso, nella segnaletica interna, nella formazione degli operatori e in una gestione più attenta delle relazioni con l’utenza. Sono azioni che, nel loro insieme, contribuiscono a ridurre le tensioni e a creare un ambiente di cura più sicuro, sia per i pazienti che per i professionisti».