Il caso

Europei 2032 a Bari, Leccese non spegne il sogno: «Ma ci serve aiuto per i lavori sullo stadio»

Davide Lattanzi

Le parole del primo cittadino: «Gli investimenti sono onerosi, non dipende solo da noi»

«Vogliamo portare in città l’Europeo, ma un impegno così gravoso non può cadere sulle spalle dei baresi». Il sindaco Vito Leccese torna sulla candidatura di Bari ad essere una delle sedi deputate ad ospitare l’Europeo 2032, la più prestigiosa manifestazione calcistica continentale, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.

Non è un mistero: malgrado il capoluogo pugliese sia inserito tra le dieci città papabili, negli ultimi mesi le chance di portare a termine la missione sono apparse in netto calo. L’ostacolo principale è rappresentato dagli alti costi che richiederebbe l’adeguamento dello stadio San Nicola ai 130 requisiti indicati dall’Uefa. In tal senso, la solo copertura integrale dell’impianto (ritenuto un requisito imprescindibile) richiederebbe un intervento di oltre trenta milioni di euro, ma servirebbero anche opere sulla viabilità e sulle ricettività soprattutto dei diversamente abili. La strada, insomma, è in salita.

Eppure, il sindaco Vito Leccese ha chiarito che non è stata presa ancora alcuna decisione definitiva sulla presenza di Bari nella lista delle città italiane che ospiteranno gli Europei. «Stiamo mettendo in campo tutti gli sforzi possibili per consentire a Bari di ospitare alcune partite della fase finale di Euro 2032», afferma il primo cittadino. «Il nostro obiettivo è sempre stato includere lo stadio San Nicola tra gli impianti di una competizione tanto prestigiosa e amata. È evidente, però, che non possiamo pensare di far ricadere sulle spalle dei baresi i costi di adeguamento di una struttura il cui ammodernamento richiederebbe investimenti estremamente onerosi».

Il sindaco, tuttavia, rivela che qualcosa bolle in pentola per salvare la candidatura. «Ieri - dichiara - ho ricevuto una lettera del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha rinnovato la disponibilità del Governo, insieme alla Figc, a collaborare per garantire alle comunità interessate infrastrutture moderne e pienamente funzionali. Ringrazio anche il senatore Filippo Melchiorre, che pure ho incontrato nelle scorse ore, per l’impegno e la disponibilità a lavorare, al di là degli orientamenti politici, con la finalità di mettere a segno un risultato che farebbe vincere tutto il territorio. Noi resteremo disponibili fino all’ultimo giorno utile a cogliere ogni occasione, soprattutto qualora emergessero, a livello nazionale, condizioni tali da rendere sostenibile l’operazione, sia sotto il profilo dell’entità degli interventi strutturali richiesti, sia rispetto al reperimento dei canali di finanziamento. Bari ha sempre dimostrato passione per il calcio e per la Nazionale ogni volta che è stata chiamata a ospitare grandi eventi. È una città matura, accogliente e ben collegata, con tutte le caratteristiche per essere protagonista anche in un appuntamento come l’Europeo. Tuttavia, perché questa possibilità diventi concreta non basta più solo la nostra volontà».

Una fiammella, insomma, resta accesa. Al di là dell’esito finale, tuttavia, l’amministrazione sarebbe interessata a far tornare in ogni caso a bari la Nazionale che manca dall’ottobre 2023. Una ghiotta occasione potrebbe essere rappresentata dalle prossime gare di Nations League in programma da settembre a novembre.

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