Il caso
Interventi troppo costosi, lo stadio San Nicola di Bari è fuori dagli «Europei 2032»
Servirebbero oltre 30 milioni per un intervento strutturale sullo stadio cittadino
Il sogno sta per concludersi prim’ancora di cominciare. L’addio di Bari all’Europeo del 2032 è quantomeno «ufficioso» e potrebbe molto presto tradursi in realtà. L’amministrazione comunale ritiene al momento eccessivi e insostenibili i costi per conservare la candidatura della città come una delle cinque sedi italiane per ospitare la più prestigiosa manifestazione continentale di calcio che tra sei anni anni sarà organizzata a braccetto con la Turchia, «titolare» delle altre cinque sedi. Ma mentre a Oriente l’impiantistica è decisamente più avanti, nel Belpaese c’è molto da lavorare.
Nel caso specifico del capoluogo pugliese occorrerebbe un impegno strategico e finanziario davvero notevole. Per tale ragione, i contatti tra l’amministrazione comunale, la Figc e l’Uefa si sono rarefatti al punto che Bari non è rientrata nemmeno nell’ultimo giro di orizzonti effettuato proprio nei giorni scorsi sulle sedi papabili. Ecco perché in realtà i giochi sembrano ormai fatti, sebbene la deadline definitiva per sciogliere le riserve si ponga soltanto a fine luglio. Rispetto al dossier iniziale, Bari, Napoli e Verona appaiono pressoché estromesse, Torino è l’unica certezza, Milano potrebbe rientrare se lo stadio ideato da Inter e Milan dovesse realizzarsi in tempi record, Roma in ogni caso ci sarà con l’adeguamento dell’Olimpico o con il nuovo impianto che realizzerà la Roma a Pietralata. Restano in corsa Genova e Firenze, la posizione di Cagliari resta aggrappata ai tempi della nuova struttura che sarà dedicata a Gigi Riva, mentre è difficile che rientri in corsa Palermo. La «new entry» è Salerno che presenta uno stadio più piccolo con costi di adeguamento minori.
130 punti critici Il gruppo di lavoro istituito dalla Figc per Euro 2032 ha completato in estate il programma degli incontri con i rappresentanti dei Comuni, i proprietari e i gestori degli impianti, nonché con i club di riferimento delle città inserite nel «bid» con cui l’Italia si è aggiudicata l’organizzazione del Campionato Europeo. La data chiave è ottobre 2026, quando, secondo il cronoprogramma stabilito dall’Uefa, è prevista la scelta dei cinque stadi italiani che ospiteranno la manifestazione, attraverso un lavoro di stretto coordinamento con i responsabili dei programmi delle città che dovranno presentare i migliori progetti infrastrutturali tra quelli già approvati, finanziati e cantierabili entro marzo 2027. Lo scorso 27 luglio a Palazzo di Città il sindaco Vito Leccese ed il direttore generale Davide Pellegrino hanno accolto Michele Uva (delegato del progetto per l’Uefa), nonché Giovanni Spitaleri, responsabile Area progetti innovativi della Figc...