L’arte dell’arrangiarsi è diventata ormai un mantra. A Santo Spirito, lungo il tratto ancora interessato dai lavori del lungomare Cristoforo Colombo, i commercianti e i residenti provano a resistere tra transenne, materiali da cantiere e percorsi improvvisati. Per continuare a lavorare, quindi, bisogna inventarsi qualcosa ogni giorno. Così Alfonso Florio, proprietario di un bar affacciato proprio sull’ultimo tratto ancora in fase di riqualificazione, ha sistemato davanti al locale una pedana di fortuna. Un piccolo passaggio che permette ai clienti di superare buche, ostacoli e dislivelli creati dai lavori. «Le proviamo tutte», racconta. Il cantiere del lungomare è tornato a muoversi: gli operai in questi giorni sono al lavoro, impegnati nelle operazioni necessarie a completare l’ultimo segmento dell’intervento. Ma per chi ha un’attività affacciata direttamente sulle transenne la situazione resta complicata. Il problema non riguarda solo l’accessibilità. A pesare sono soprattutto i costi che continuano ad arrivare puntuali nonostante i disagi. «Noi paghiamo l’occupazione di suolo pubblico, ma da sei mesi non possiamo utilizzarla perché il cantiere blocca tutto», spiega il commerciante. La situazione ha già avuto effetti concreti sull’organizzazione del lavoro. «Ho dovuto ridurre un turno – racconta Florio –. Tre unità sono a casa e gli altri lavorano mezza giornata da settembre». Una scelta dolorosa ma necessaria per contenere le spese mentre gli incassi restano molto più bassi del normale. «Se avessimo avuto almeno sgravi o una riduzione degli oneri – aggiunge – probabilmente avrei evitato di lasciare a casa i miei dipendenti. Qui a Santo Spirito come in via Argiro stanno mettendo a dura prova le nostre attività».
Quel tratto del cantiere del quartiere a nord doveva essere consegnato lo scorso 26 dicembre. Le recinzioni, invece, sono ancora al loro posto e la «vista mare» si intravede solo attraverso le transenne. L’intervento, finanziato con cinque milioni di euro di risorse Pon Metro e Pn Metro Plus, ha interessato il lungomare Cristoforo Colombo dalla torre di Santo Spirito, sul molo di Levante, fino all’incrocio con via Marconi, comprese alcune traverse. L’ottanta per cento dei lavori è stato completato nei mesi scorsi, ma la pazienza di residenti ed esercenti si è consumata in tre anni di stop, ripartenze e promesse mancate. Tra polvere, calcinacci e rifiuti accumulati lungo le transenne. L’ultimo segmento, poi, continua a convivere con il cantiere. In passato i rallentamenti di questa porzione sono stati legati anche ad alcune verifiche tecniche, tra cui i calcoli necessari per il posizionamento dei plinti, le strutture di fondazione destinate a sostenere le installazioni per i pescatori. Nel frattempo la vita quotidiana continua ma è dura. Soprattutto per le attività commerciali. «Ci hanno promesso che entro Pasqua il cantiere sarà chiuso. Io lo spero. Abbiamo perso gli incassi della scorsa estate e dello scorso Natale. Speriamo che la fine di questo incubo sia prossimo perché in queste condizioni non potremo tirare avanti ancora a lungo».












