La notte porta consiglio. E, soprattutto, accende uno spiraglio di luce sullo Stadio del Nuoto. Questi i riflessi del summit andato in scena nella scorsa tarda serata tra il sindaco Vito Leccese, il consigliere delegato allo sport Lorenzo Leonetti ed i rappresentanti della Waterpolo Bari, gestori della struttura che ospita le Piscine Comunali. Obiettivo: scongiurare l’interruzione dell’attività dell’impianto annunciata dai vertici del club con un comunicato social nella giornata di sabato.
Scattata l’emergenza, le parti si sono congedate dopo circa due ore di interlocuzioni convenendo di avviare un tavolo di confronto. Da parte del primo cittadino, l’impegno di individuare delle soluzioni in tempi brevi. Sul fronte Waterpolo, col presidente Emanuele Merlini in testa, la disponibilità a proseguire l’attività sportiva garantendo la fruizione delle piscine da parte degli utenti. Un movimento che, tra attività agonistica e amatoriale, coinvolge diverse centinaia di atleti e cittadini. Tra cui una formazione Senior di pallanuoto, capolista nel proprio girone di serie C al termine del girone di andata, ma obbligata a disputare le gare interne a Taranto per l’inagibilità della vasca di gara del capoluogo.
«Ringraziamo il sindaco per la sensibilità e la celerità con cui ci ha ricevuto - le parole a caldo di Merlini -. Proseguiremo nelle attività, continuando con la campagna di iscrizioni». Il vulnus, la richiesta di ottenere una risposta in merito ai lavori di ripristino della struttura. Aspetti relativi sia alla parte amministrativa che tecnica: «Sono cinque anni – riprende il numero uno della Waterpolo – che le due vasche più importanti non sono utilizzabili. Accettiamo le proroghe per il bene collettivo e spirito di servizio, non avendo altra convenienza a tenere in piedi un impianto ed una progettualità sportiva per offrire spazi acqua alla cittadinanza. Di fatto, però, gestiamo solo il venti per cento dei volumi di acqua che Bari dovrebbe avere a disposizione presso quell’impianto».
Le repliche dell’amministrazione comunale sono arrivate. Merlini le puntualizza: «Dal punto di vista delle intenzioni ci siamo. Speriamo si possa venir fuori con delle proposte proporzionate alle necessità dei baresi». La dead line di giugno resta comunque fisiologica, vista la scadenza della seconda proroga in capo agli attuali gestori. Il Comune dovrà prevedere un nuovo bando, avendo nella Waterpolo degli interlocutori privilegiati. Al di là dei soggetti coinvolti, la priorità rimane la parte gestionale e strutturale dello Stadio del Nuoto. Il tutto, tenendo in equilibrio la continuità organizzativa: «Il fatto che l’ultima gara sia andata deserta, con una base di contributo di 75mila euro, rappresenta un precedente unico. Siamo molto lontani da quello che effettivamente serve affinché un gestore possa garantire i servizi utili. La piscina da 25 metri di Taranto, per esempio, riceve più di 450mila euro l’anno di contributo. La città jonica avrà presto due vasche da 50 metri per i Giochi del Mediterraneo. Vogliamo spostare il polo natatorio regionale a Taranto? Noi ne siamo lieti, ma questo ci dice che le questioni si attivano quando scatta una volontà politica.
A Bari non è chiaro cosa si voglia fare con due vasche scoperte ridotte ormai a due stagni. Per la 25 e 35 metri, occorre un piano economico finanziario che consenta ad un gestore di essere in equilibrio. Che significherebbe disporre di 12 corsie per il nuoto in vasca corta. La pallanuoto potrebbe altresì ri-ospitare tante importanti manifestazioni come in passato. Sulla 50 metri c’è un altro tema, tra cui il rifacimento totale. La vasca scoperta trascinerebbe pure le attività diportistiche. Un piccolo gioiello per i baresi e per i turisti stranieri meno avvezzi alla spiaggia per fattori culturali».















