il problema
Vertenza Natuzzi a Santeramo: «Azienda e sindacati devono tornare a dialogare»
L’auspicio del sindaco di Santeramo che oggi sarà a Roma al tavolo convocato dal Ministero nel tentativo di chiudere la lunga vertenza
Oggi al Mimit il tavolo sulla vertenza Natuzzi. Un incontro che tiene col fiato sospeso l’intera comunità socio-economica tanto da spingere il sindaco Vincenzo Casone a ribadire la massima attenzione alla vicenda da parte dell’amministrazione comunale. Il futuro dello stabilimento e dei lavoratori preoccupa, trattandosi di un’azienda che ha portato il nome di Santeramo nel mondo, favorendo negli anni sviluppo e progresso, asse portante dell’economia dell’intero territorio murgiano, facendo della città la capitale del «distretto del salotto».
«Il mio e nostro auspicio, dell’intera comunità santermana e non solo, è che nell’incontro di oggi, cui parteciperò, si possa riannodare il dialogo tra azienda e organizzazioni sindacali, riprendendo il confronto e ascoltando le ragioni più profonde dell’una e delle altre», le parole di Casone che sta seguendo dal primo momento la vertenza.
«In una prima fase, mi era sembrato che il dialogo tra azienda e sindacati si fosse rasserenato, con una discreta base di punti programmatici del piano industriale che, debitamente discussi, potevano trovare un punto d’incontro; poi la brusca interruzione e lo stato di agitazione dei lavoratori che hanno segnato una rottura del percorso iniziato. A mio avviso, un piano industriale che punti ad un rilancio, non può fondarsi su chiusure e dismissioni ma deve avere una strategia chiara sugli investimenti a farsi: secondo l’azienda, questa visione c’è già; secondo i sindacati no, che temono un peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, senza alcuna prospettiva di autentico rilancio. Dall’altro canto bisogna scongiurare il rischio che l’azienda, per garantire la continuità industriale, possa assumere decisioni in autonomia che possano essere drastiche».
«Il ruolo chiave delle istituzioni, in primis della task force della Regione Puglia, presieduta dal dottor Leo Caroli, con cui sono in stretto contatto, può essere veramente dirimente in questo frangente, mediando le istanze, prima che sia troppo tardi. – conclude Casone - Il tempo è fondamentale: l'azienda ha annunciato importanti appuntamenti commerciali internazionali che impongono scelte chiare sotto il profilo della politica aziendale. Non è facile, non ci sono soluzioni immediate, ci vuole uno sforzo collettivo che deve ripartire dal dialogo, senza prese di posizione granitiche. Le istituzioni, in primis la Regione, farà la sua parte, come sempre. La presenza del presidente Decaro al primo incontro regionale e dell'assessore allo sviluppo economico Di Sciascio all'ultimo, testimoniano grande interesse alla vicenda che non deve affievolirsi, fino alla soluzione finale».
Il dialogo tra Natuzzi e sigle sindacali si è interrotto dopo la presentazione del piano industriale che, secondo le organizzazioni dei lavoratori, peggiora le condizioni di vita e di lavoro e non offre alcuna prospettiva di uscita strutturale dagli ammortizzatori sociali. La proposta di una sospensione media in cigs pari al 45 per cento incide pesantemente sulle retribuzioni. L’azienda avrebbe in sostanza adottato un atteggiamento di chiusura rispetto a un confronto reale. La Fillea Cgil Puglia, in particolare ha puntato il dito contro Pasquale Natuzzi perché avrebbe omesso «di dire che in questi anni l’azienda è stata sostenuta anche da tasse e risorse pubbliche ingenti: quegli impianti, di fatto, li hanno pagati anche i cittadini pugliesi e della Basilicata».