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Uccise Santa Scorese, ora assolto dall'accusa di stalking alla sorella di Santa

Uccise Santa Scorese, ora assolto dall'accusa di stalking alla sorella di Santa

Uccise Santa Scorese, ora assolto dall'accusa di stalking alla sorella di Santa

 
Redazione online

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Uccise Santa Scorese, Dimauro ora assolto per lo stalking alla sorella di Santa

È stato dichiarato «incapace di intendere e di volere» al momento della commissione dei fatti il 65enne Giuseppe Dimauro

Martedì 05 Marzo 2024, 22:46

BARI - È stato dichiarato «incapace di intendere e di volere» al momento della commissione dei fatti, e per questo assolto dal reato di stalking, il 65enne Giuseppe Dimauro, responsabile dell’omicidio della giovane attivista cattolica Santa Scorese (uccisa a coltellate sotto casa a Palo del Colle, in provincia di Bari, il 15 marzo del 1991) e a novembre rinviato a giudizio per atti persecutori nei confronti della sorella della sua vittima, Rosa Maria.

Il gup di Bari Angelo Salerno, pur dichiarandone la «pericolosità sociale», ha assolto - in abbreviato - Dimauro sulla base di una perizia psichiatrica della dottoressa Anna Margari. Per Dimauro sono stati revocati i domiciliari, che stava scontando in una Rsa a Cassano Murge (Bari) e ne è stata disposta la libertà vigilata con ricovero in una Comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica (Crap).
Nella struttura, ancora da individuare, Dimauro dovrà mantenere i contatti con il Centro di salute mentale e dovrà sottoporsi a terapia psichiatrica.

«È come se non si riuscisse a rompere un cordone ombelicale che lega questa persona alla famiglia Scorese da oltre 33 anni. Per loro è una continua condanna all’ergastolo», commenta l'avvocata Maria Pia Vigilante, che assiste Rosa Maria Scorese. «Avevo 28 anni quando è iniziata questa storia, ora sono quasi «anziana» e vivo con il timore che certe cose possano ripetersi. Gli unici condannati siamo noi», è invece il commento di Rosa Maria Scorese.

A marzo 2023 Dimauro fu arrestato per aver perseguitato Scorese sui social e con delle lettere, in cui avrebbe manifestato ancora l’ossessione nei confronti della sua vittima. Anche per il delitto del 1991 fu giudicato incapace di intendere e di volere, e dopo il ricovero in un ospedale psichiatrico per dieci anni fu sottoposto a cure in libertà vigilata.

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