Le dichiarazioni

Decaro: «Io governatore della Puglia? Per altri 2 anni farò il sindaco»

Redazione online (Video Donato Fasano)

Il sindaco di Bari: «Poi capiremo che fare con la comunità del centrosinistra»

BARI - «Io per ora devo fare il sindaco per altri due anni, poi fra due anni capiremo che fare». Lo ha detto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, a margine della presentazione del libro di Claudio Cerasa «Le catene della destra» a Bari, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla sua possibile candidatura come prossimo presidente della Regione Puglia. «Non lo decido io - ha proseguito -. Lo deciderà, come già successo quando mi sono candidato per fare il sindaco, la comunità del centrosinistra».

«Noi sindaci non chiediamo né l'immunità né l’impunità, non vogliamo un trattamento di favore. Se un sindaco sbaglia deve pagare più degli altri, perché svolge quella funzione grazie al consenso dei propri cittadini». Ha ribadito il sindaco di Bari e presidente dell’Anci. «Le catene della destra» a Bari, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibile modifica del reato di abuso di ufficio anticipata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

«Questo reato è già stato modificato dal precedente governo, ma evidentemente i cambiamenti non ne chiariscono ancora i limiti e i confini - ha proseguito -. Un sindaco deve conoscere le regole se le vuole rispettare con rigore. A volte però ci si ritrova indagati per qualunque cosa accada nel proprio Comune per il solo fatto di svolgere il ruolo. Però non esiste il reato di ruolo». Decaro aggiunge che «vanno individuate le responsabilità precise del sindaco, che poi sarà chiamato a rispettare le regole. Nel caso dell’abuso di ufficio il 93 per cento degli amministratori locali indagati non è andato nemmeno a giudizio, ma è stato prosciolto. Questo chiarisce che i confini di questo reato non sono chiari».

«Il cambiamento climatico non è più la previsione nefasta di qualche scienziato. La natura ci ricorda che dobbiamo intervenire e lo dobbiamo fare subito». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, commentando la frana di Ischia. «Abbiamo la possibilità di tutelare il nostro territorio - ha proseguito - e salvare le nostre comunità anche grazie ai finanziamenti arrivati negli ultimi mesi».

«Io e il ministro Fitto condividiamo la necessità di intervenire sulla semplificazione per dare attuazione al Pnrr. In campo ci sono progetti fondamentali come autobus elettrici, 264mila posti negli asili nido, 26.500 alloggi popolari. Opere che miglioreranno le condizioni di vita delle nostre comunità». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, rispondendo alle domande sulla possibile modifica della governance del Pnrr. «Occorrono ulteriori procedure di semplificazione e nuove risorse perché sono aumentati i costi delle materie prime - ha aggiunto -. Durante l’assemblea dell’Anci a Bergamo i ministri, sottosegretari e lo stesso presidente del Consiglio ci hanno rassicurati sui fondi del Pnrr. Se un esponente di governo prende un impegno con i sindaci mi aspetto che lo mantenga, così come i sindaci devono mantenere gli impegni con i propri cittadini».

«Per i Comuni è importante che le loro funzioni, tutelate dalla Costituzione, siano salvaguardate. Non vogliamo allungare la filiera burocratica, non vorremmo ci fossero ulteriori uffici e procedure che potrebbero allungare i tempi». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro a proposito dell’autonomia differenziata. "Abbiamo evidenziato che i Comuni, senza litigare, sono riusciti a fare un’operazione di perequazione dando attuazione alle legge Calderoli sul federalismo fiscale e cedendo quindi di più a chi aveva più bisogno - ha proseguito Decaro -. Questa operazione di perequazione non ha visto i Comuni del Sud ricevere da quelli del Nord. Ma Comuni meridionali come Bari, Cosenza, Salerno e Caserta si sono ritrovati a cedere risorse a Comuni come Ravenna, Rimini e Brescia». «Quanto ai due miliardi e mezzo che arriveranno nel 2027, fondi che riguardano asili nido, trasporto scolastico per i disabili e servizi sociali, abbiamo superato i vincoli della spesa storica e abbiamo dato di più a chi ha più bisogno nel rapporto fra capacità fiscale e fabbisogni standard». 

Privacy Policy Cookie Policy